Eutechalliance: l’Europa torna competitiva?

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di Marco Marani

Finalmente un colpo di coda da parte del Vecchio continente in materia di hi-tech ed innovazione. È nata, a Strasburgo lo scorso 27 ottobre, l’European Tech Alliance, una lega di coalizione tra alcune delle più importanti aziende d’Europa, in ambito tech e web. Una vera e propria piattaforma tecnologica, integrata ad un motore di ricerca avanzato, grazie al quale poter gestire e consultare dati e informazioni. Un’idea nata per aiutare le industrie europee, nel campo della tecnologia, favorire e guidare la fiorente startup economy, ma anche supportare l’entrata del Digital Single Market, il mercato digitale più grande al mondo. All’interno dell’Eutechalliance 25 delle maggiori realtà continentali nei settori della tecnologia, del web e dell’innovazione come Spotify, Avast, Blablacar, Zed, Rovio, King, Avg e altri, tutti uniti nella gestione e divulgazione di informazioni e movimenti verso la gestione del mercato, attuale e dei prossimi anni, all’interno dell’Unione Europea.

«Vogliamo condividere – afferma Niklas Zennström, presidente dell’Eutechalliance, co-fondatore di Skype, nonché fondatore e CEO di Atomico – le nostre esperienze collettive con i decisori politici e in questo modo riuscire a sfidare tutti quei luoghi comuni sull’Europa, la tecnologia e Internet». La necessità quindi di supportare e aiutare le potenze europee a comprendere che il Vecchio continente risulta ancora un luogo fertile nell’ambito dell’innovazione tecnologica, aiutando quindi i policymakers a capire come favorire lo sviluppo dell’industria tech. L’obiettivo, quindi, è quello di rendere l’Europa anche apripista e non più fanalino di coda rispetto ai mercati asiatici e americani, come è avvenuto sempre di più negli ultimi anni.

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«L’Eutechalliance – continua Zennström – avrà come obiettivo quello di promuovere gli obiettivi della strategia digitale proposta dalla Commissione. L’arco dei prossimi 12-18 mesi sarà cruciale perché la Commissione europea sta scrivendo le regole del mercato unico digitale. In questo modo sarà chiaro a tutti i tech player, del mercato europeo e non, in che modo potranno investire, crescere e prosperare in Europa».

Tra i cinque fondatori, come Rovio, Atomico, Spotify e Candy Crush Saga, emerge anche una startup italiana, FacilityLive. Una delle realtà dell’eccellenza italiana in ambito di innovazione con sede a Pavia e capitale esclusivamente italiano, con un motore di ricerca che punta sul paradigma semantico, il quale permette di effettuare ricerche basate sulla pertinenza e non più sulla rilevanza. Era il momento giusto, e forse fondamentale, per investire effettivamente sull’Europa anche per Gianpiero Lotito, ad di FacilityLive: «Il nostro continente ha l’opportunità di diventare il più ricco mercato digitale del mondo con i suoi 500 milioni di cittadini, tutto questo grazie al mercato unico digitale».

Un passo in avanti necessario, quindi, per il presente ed il futuro dell’Europa che, ormai, nell’ultimo ventennio, ha lasciato il timone dei mercati a Stati Uniti ed Asia. Nasce, finalmente, la speranza di un’Europa innovatrice, culla e trampolino, abbandonando quello scomodo ruolo di semplice “follower”, dove era costretta a seguire, o inseguire, tutti quei trend che venivano lanciati dagli altri mercati in ambito tecnologico e digitale.

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