Il tablet eviterà la scoliosi ai nostri figli?

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di Luigi Eugenio Milani


Semaforo rosso alla speculazione sui testi scolastici: il tablet. LIM e Tablet: la scuola del futuro? Ma… sarà poi vero?

Confrontiamo il tablet con i libri e stiamo a vedere. Un tablet può contenere centinaia di testi, senza parlare di tutto ciò che si può trovare in Internet. La vista, anziché essere afflitta da caratteri neri su carta bianca, verrà rallegrata da caratteri gialli luminosi su fondo cremisi. Oggi ci sono tablet estremamente economici, si fa la spesa una volta per tutte, invece i testi scolastici costano tanto, vengono cambiati di frequente e in fondo non contengono nessuna novità. Però…

Il tablet consente di consultare una sola pagina alla volta.
Quando lo studioso (ma anche lo studente dovrebbe farlo) affronta un argomento, tiene davanti a sé il libro principale e i secondari, apre quelli che vengono citati in nota, prende appunti, inserisce segni fra le pagine di ogni libro per poter ritrovare presto e bene ogni idea dell’autore, ogni citazione. Si segna gli altri libri da cercare in biblioteca e poi li consulta. Questo modo di operare ampia la sua intelligenza, consente alla mente di avere di fronte un panorama di concetti agevolmente confrontabili.

È come se lo studioso fosse di fronte ad una grande finestra dalla quale vede pianure, colline, monti, fiumi, boschi, praterie, laghi, alberi in fiore e piante verdi, cieli sereni e zone nuvolose, squarci di temporale e di luce solare, facendosi così un quadro complesso del mondo, degli elementi che lo compongono e delle loro relazioni.

In questo panorama vedrà muoversi uomini e donne variamente vestiti e dediti alle più varie occupazioni, apparentemente slegate fra loro ma i cui collegamenti si comprendono agevolmente vedendoli nel loro insieme e nella loro singolarità.

Se vedesse soltanto un banchetto di pomodori al mercato potrebbe credere che l’origine dei pomodori sia proprio il banchetto, poiché non vede né il contadino nel suo orto, né colui che li trasporta mercato.

Addirittura potrebbe pensare che crescano direttamente nella borsa della massaia, se vedesse solo questa brava donna estrarli per deporli in cucina. Che è poi ciò che i bambini d’oggi sono indotti a credere: che i cibi escano già pronti dai frigoriferi del supermercato, e che tale sia la loro origine. Ciò vale sia per i cibi precotti che per il pesce fresco e le verdure.

Un quadro parziale induce la mente in errore. La mancanza di confronto porta all’assolutismo, alle opinioni precostituite e non più discutibili (come discuterle senza avere con che confrontarle?), alla atrofizzazione progressiva della capacità di giudizio.

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Sul tablet eventuali confronti possono avvenire solo in sequenza temporale di sparizione-apparizione.

Questo l’ho visto, sparisce senza lasciare traccia, vedo qualcosa di nuovo che mi lascerà per un tempo brevissimo un’impressione altrettanto assoluta della precedente. Essendo l’unica informazione presente, è assoluta per definizione e per necessità.

Attimi di conoscenza che non modificano l’impulso neurale altro che per il sì-no, ovvero per 1-0, cioè per il linguaggio informatico, che esiste solo in virtù di spento-acceso, di nero-bianco, negando non solo le sfumature intermedie, ma la possibilità di coesistere degli opposti.

Io ho ragione perché tu hai torto, tu hai torto perché io ho ragione.

Io sono italiano perché tu sei “negro”, tu sei “negro” perché io sono italiano.

Cui segue io sono ricco perché tu sei povero, che implica: tu devi essere povero perché io possa essere ricco.

La tanto vantata condivisione di Internet e dei telefonini, che tutto è tranne condivisione reale. Scambio di notizie, vere per il tempo che durano in virtù dell’autorità imposta dall’apparenza di chi le diffonde. Il calciatore che in un talkshow si pronuncia (applaudito!) su temi di economia, l’idraulico che sa come e dove il medico ha sbagliato.

Tutto vero per un istante, tutto falso per sempre.

Il politico può promettere l’abolizione delle tasse e aumentarle pochi giorni dopo senza che nessuno si senta tradito, può garantire che si ritirerà a vita privata se condannato, salvo poi raccogliere firme per potersi presentare alle elezioni per una carica dalla quale la sua condanna lo esclude (o dovrebbe escluderlo, almeno per rispetto alla dignità della carica).

Un libro, anche un solo libro, è fatto di tante pagine che coesistono, una diversa dall’altra, che formano un tutt’uno insostituibile per il nutrimento completo della mente.

Un tablet è uno schermo unico, la cui immagine luminosa colorata dura lo spazio d’un solo istante, ma sufficiente a ferire la mente iniettandole un veleno mortale: la verità assoluta e di breve durata.

Però forse eviterà lo scoliosi da carico eccessivo di libri.

Possibile che non ci siano altre soluzioni?


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