Sconfitta di Stato

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di Aurelio Caso

Senza entrare nel merito della Legge, ancora in fase di elaborazione e forse anche in quella di totale bocciatura, affrontare questo tema di grande complessità nel giro di qualche mese e soprattutto sulla spinta di onde emotive provenienti dai mass-media è pura follia.

Ci sono due ordini di motivi per cui i nostri politici si dovrebbero vergognare di come viene gestita la legittima difesa in Italia, regolata dal Testo Unico di Leggi sulla Pubblica Sicurezza.

Il primo è che forse non immaginano quale marasma scatenerà la corsa al porto d’armi e quali e quante pressioni si produrranno sui funzionari, intasando gli uffici amministrativi di polizia e carabinieri e rischiando di complicare la vita a quel milione e centomila italiani che possiedono regolarmente un porto d’armi, oltre che a sottrarre risorse al controllo del territorio.

Ma di questo non se ne preoccupa nessuno, tanto siamo abituati a situazioni di clientelismo puro applicato alla macchina burocratica.


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Principalmente perché la norma per il rilascio è chiara per la sola documentazione necessaria (certificati, versamenti ecc.) ma non è chiara la motivazione per cui viene o meno rilasciata, e cioè la dimostrazione che esiste concretamente l’effettiva necessità di circolare armati per fini di difesa personale. In questo i Prefetti la fanno da padrone, rilasciando la licenza sulla scorta di pareri chiamiamoli  “personali” o meglio ancora “ad personam”…

Mi viene da pensare che anche questo è business: per ogni anno 2 marche da bollo ed un versamento di € 115.00, non male in tempi di magra collettiva…

Il secondo motivo, ancora più importante, è che nessuno collega la legittima difesa alla mancanza di controllo del territorio da parte dello Stato. In definitiva si sta ribaltando questa grossa responsabilità sui cittadini.

È letteralmente ignobile vedere agglomerati di extra-comunitari, zingari, nomadi e che ne ha più ne metta, accampati nelle periferie delle città. È politicamente scorretto pensare che qualcuno di loro prima o poi potrebbe delinqeure?

Ma i nostri poliziotti non possono intervenire se non c’è una segnalazione, una denuncia… significa che fino a quando questi soggetti stanno lì tranquilli, va tutto bene. Allora dov’è sta verità?

I nostri concittadini sono praticamente alla mercé dei soggetti delinquenziali il cui numero sta crescendo a dismisura.

Oltre quelli locali già conosciuti se ne sono aggiunti altri, meno identificabili e identificati ma molto più agguerriti perché non hanno nulla da perdere; devono solo pensare a trovare il modo di sbarcare il lunario nella maniera più semplice: sostare davanti ai supermercati, lavare i vetri agli incroci, ma anche andare a rubare, che è assai più redditizio.

Abbiamo circa 310 mila agenti fra poliziotti, ordinari e penitenziari, carabinieri, finanzieri e forestali, ognuno per le proprie competenze: ma che significa per le proprie competenze? Facile spiegarlo: se non hanno grossi impegni nella mansione per cui sono utilizzati, bivaccano dietro la scrivania ad aspettare la prevista segnalazione… Per una spesa annua di circa 20 miliardi di euro, una spesa enorme…

Il male bisogna reciderlo alla base, alle radici. Occorre innanzitutto ripulire il territorio dai soggetti non ufficialmente residenti e registrati nell’anagrafe dei comuni italiani, occorre poi pulire le carceri che sono utilizzate al 90% da soggetti extracomunitari.

Utilizzare all’interno degli uffici delle forze di Polizia (tutte: Polstato, Polizia locale, Carabinieri, Gdf, ) solo personale civile, perché i militari portano una divisa in quanto devono indossarla per rappresentare lo Stato Italiano sul territorio e non dietro alle scrivanie…

Le divise devono stare sul campo ogni giorno e non soltanto quando arriva un personaggio politico o meno che sia.

Sembra che siano diventate forze di Polizia privata legittimamente utilizzate per chi ha più potere, e se qualcuno fa la voce grossa viene anche trasferito: vedi polemica Boschi-Moja dell’ultim’ora..

«Questore di Arezzo mandato in esilio perché non gradito alla famiglia Boschi; aveva autorizzato il corteo di protesta davanti alla villa di Laterina di Pier Luigi Boschi domenica 28 febbraio 2016 dell’Associazione Vittime del Salva-Banche. E questa la chiamano Democrazia o, meglio ancora questi soggetti appartengono ad un Partito Democratico…».

Il personale civile invece resti negli uffici!

Credo che adottando queste iniziali, “minime” misure di conversione di organizzazione, si potrebbe avere un immagine di Nazione più ordinata, territorialmente più sicura, senza armarsi di notte o di giorno di pistole, fucili o quant’altro.

Siamo un Paese civile e democratico ma proprio per questo l’ordine e la stretta osservanza delle più comuni regole di convivenza sono necessarie per il bene di tutti.

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