Update 04/05/2015

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di Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities

Continua il rally del petrolio

La prematura ripresa dei prezzi del petrolio porta molti investitori alla ricerca di profitti. Le forniture globali non hanno ancora visto una diminuzione, evidenziando un premio correlato a fattori geopolitici che spiega i recenti aumenti di prezzo. Nel breve periodo potremmo assistere a una regolazione, ma i prezzi continueranno a salire una volta che prenderà il via la stretta sulle scorte. Un taglio alle scorte ha anche determinato un aumento dei prezzi dello stagno e, a nostro parere, un simile trend potrà verificarsi per la maggior parte dei metalli nel corso dell’anno. Il calo dei prezzi dell’energia non ha fatto diminuire i costi di produzione dei metalli in misura sufficiente a ristabilire la redditività e i tagli alle scorte sono lo scenario più probabile per la maggior parte dei metalli.

L’incasso degli utili fa uscire 58.1 milioni di dollari americani dagli ETP long sul petrolio. La scorsa settimana i prezzi del brent e del wti hanno registrato rispettivamente un rimbalzo dell’1.4% e dell’1.8%, che ha spinto numerosi investitori a trarre vantaggio dalle loro posizioni. La scorsa settimana è stata la terza consecutiva di deflussi, dovuti al fatto che, nello stesso periodo, i prezzi del brent e del wti hanno guadagnato rispettivamente il 16% e il 22%. I recenti guadagni tuttavia appaiono eccessivi se si considerano i fondamentali. La reazione positiva al più lento incremento delle scorte americane di due settimane fa è stato qualcosa di prematuro, dato la loro crescita nella settimana appena trascorsa è avvenuta a un ritmo più rapido del previsto. Tutti i segnali fanno ipotizzare che l’OPEC continuerà a produrre più petrolio: a marzo la produzione del cartello è salita a 810,000 barili al giorno. Il rischio geopolitico ha aggiunto un premio al prezzo del petrolio: gli attacchi nello Yemen da parte dell’Arabia Saudita minacciano di destabilizzare lo Stretto di Bab el-Mandeb, un checkpoint tra il Corno d’Africa e il Medio Oriente. Lungo questo stretto transitano 3.8 milioni di barili di petrolio al giorno, il 4% delle forniture globali. Qualsiasi attenuazione dell’instabilità nello Yemen potrebbe far dissipare in modo relativamente rapido il premio.  Inoltre, l’Arabia Saudita potrebbe continuare ad accrescere la propria produzione di petrolio, il che porterebbe a un calo dei prezzi. A marzo l’incremento è stato pari a 660,000 barili al giorno. Una regolazione di breve periodo sui prezzi del petrolio potrebbe rappresentare ancora una volta un’opportunità per molti investitori in vista del prossimo meeting dell’OPEC previsto a giugno, dove si parlerà probabilmente di modesti tagli alla produzione per favorire nuovamente la ripresa dei prezzi.

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L’ETFS Daily Leveraged Nickel (LNIK) vede i maggiori afflussi settimanali dal lancio nel 2008. L’ETFS Daily Leveraged Nickel ha registrato afflussi per 2.2 milioni di dollari americani la scorsa settimana, dopo il meeting dell’International Nickel Study Group, tenutosi ad aprile a Lisbona. Nell’occasione era stato previsto che i consumi di nickel sarebbero cresciuti a 1.94 Mt nel 2015, dal livello di 1.87 del 2014.  Allo stesso tempo, le previsioni indicano che la produzione calerà da 1.99 Mt del 2014 a 1.96 Mt nel 2015, contribuendo quest’anno a un restringimento del surplus nelle scorte.

L’ETFS Daily Leveraged Tin (LTIM) vede i maggiori afflussi settimanali per la seconda volta dal lancio nel 2008. I decisi aumenti di prezzo hanno determinato afflussi sull’ ETFS Daily Leveraged Tin pari a 1.6 milioni di dollari americani. Il taglio del 50% della produzione di stagno da parte del più grande produttore dell’Indonesia ha determinato la scorsa settimana un’accelerazione dei prezzi, che hanno guadagnato il 3.4%. Questi erano calati di oltre il 35% lo scorso anno, rendendo ancora più urgente la necessità di un taglio alla produzione da parte del maggior Paese produttore.

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