Update 08/10/2013

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Massimo Siano, responsabile per l’Italia e la Francia di ETF Securities

Nelle scorse settimane l’attenzione degli investitori era focalizzata sul tapering, oggi si parla dello “shutdown” del Governo USA e del dibattito sul debito. Che impatto hanno tali tensioni sulle commodity?

Partiamo dall’oro: sebbene solitamente il metallo giallo tragga beneficio da periodi di incertezza, lo shutdown non ha causato un significativo aumento del prezzo. Gli investitori sembrano infatti guardare al di là dell’attuale tempesta, puntando piuttosto sugli asset che si avvantaggiano della perdurante ripresa economica globale. In tal senso, la performance di rame e argento, due metalli molto usati nell’industria, è significativa. I crescenti dubbi degli investitori sulla capacità dei politici americani di trovare un compromesso sulla questione del debito e l’avvicinarsi della data del 17 ottobre, quando proprio il tetto sul debito potrebbe essere superato, rendono però i mercati molto sensibili alle notizie di breve termine e dunque volatili: senza sviluppi positivi sulle questioni ancora in sospeso, potrebbe essere l’oro a tornare al centro della scena.

 

Ci ha parlato della performance di rame e argento: quali tendenze si sono registrate sul mercato degli ETF?

L’ETFS COPA, che ha come sottostante il rame, ha registrato flussi di investimenti per 48,6 milioni di dollari, beneficiando proprio dal continuo miglioramento globale del manifatturiero. Anche l’ETFS ALUM; con sottostante l’alluminio, ha mostrato un afflusso di capitali, pari a 7,4 milioni di dollari. Le notizie positive sono arrivate dagli Stati Uniti, dove l’indice ISM manifatturiero è salito più delle attese, toccando i massimi da due anni. Sebbene gli indici PMI di Europa e Cina abbiano mancato le previsioni, sono comunque rimasti in territorio positivo, segnalando un’espansione del comparto.

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Per quanto riguarda l’argento?

Come dicevamo, le posizioni long sugli ETP con sottostante l’argento hanno mostrato afflussi pari a 45,1 milioni di dollari, arrivando alla quarta settimana consecutiva di flussi positivi. Sono due elementi in particolare a dare sostegno all’argento: da una parte, la fase di ripresa dell’economia globale e quindi il probabile aumento della domanda del settore manifatturiero; dall’altra, la stretta correlazione dell’argento con la performance dell’oro gli conferisce un valore di copertura contro eventi negativi. Bisogna infine sottolineare che, con le banche centrali in tutto il mondo ferme sulle loro posizioni, l’outlook per i metalli industriali dovrebbe continuare ad essere positivo, a meno di “incidenti fiscali” negli Stati Uniti.

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