Update 11/03/2016

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di Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities

I prezzi delle commodity toccano il fondo 

  • I prezzi delle materie prime più importanti stanno mostrando segnali di ripresa. Entrambi i benchmark del petrolio con la maggior parte dei metalli stanno segnando rendimenti positivi per la terza settimana consecutiva.
     
  • Gli ETP sulle commodity stanno assistendo ad un’altra settimana “bipolarizzata” sui flussi, con dominata da afflussi netti nei metalli preziosi e deflussi netti dalle commodity energetiche.
     
  • I meeting delle Banche Centrali in Europa e negli Stati Uniti durante il mese saranno molto seguiti con i risultati di entrambi che probabilmente imposteranno il range in cui le materie prime saranno commerciate per il resto dell’anno.

Gli afflussi sull’argento iniziano a seguire gli afflussi sull’oro. La scorsa settimana gli investitori hanno continuato a posizionarsi sugli ETP sull’oro per la 9° settimana consecutiva, registrando afflussi per 79.2 milioni di dollari americani. Il prezzo dell’oro è salito dell’1,2% la scorsa settimana, toccando i 1280$/oz. il venerdì quando il mercato USA ha aperto. I non-farm payroll americani positivi di febbraio in combinazione con una revisione al rialzo dei NFP di dicembre e gennaio non sono riusciti a pesare sui prezzi dell’oro come ci si aspetterebbe. I forti dati del mercato del lavoro segnalano che l’economia americana si sta riprendendo e potrebbe aumentare le probabilità di un altro rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) il 16 marzo. Mentre le aspettative di rialzi dei tassi di solito pesano sul prezzo dell’oro, la maggiore incertezza nei mercati ciclici ha visto la domanda di oro e il prezzo del metallo aumentare in quanto gli investitori cercano sicurezza in un bene rifugio. Mentre l’argento non è riuscito a seguire i prezzi alti dell’oro, gli afflussi la scorsa settimana sono stati più comparabili, con 72.8 milioni di dollari americani di afflussi sull’argento.


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L’aumento dei prezzi del petrolio ha innescato I primi deflussi dagli ETP dal dicembre 2015. La scorsa settimana il Brent e il WTI sono cresciuti, rispettivamente, del 5% e del 4,5%. Entrambi i benchmark di riferimento sono stati scambiati intorno ai massimi di due mesi per la maggior parte della settimana. L’impennata dei prezzi del petrolio sembra indicare che la riduzione della produzione di petrolio negli Stati Uniti, in combinazione con la decisione dei membri chiave dell’OPEC di congelare la produzione ai livelli di gennaio potrebbe essere sufficiente per ridurre l’eccesso di offerta sul mercato mondiale del petrolio. Nonostante una riserva più grande del previsto, la produzione di petrolio degli Stati Uniti si è mantenuta lontana per la sesta settimana consecutiva dal livello visto l’ultima volta nel novembre 2014, sostenendo i prezzi del petrolio.

La ripresa dei prezzi in tutto il comparto dei metalli dovrebbe tradursi in flussi. Tutti i metalli tra cui l’oro hanno raggiunto i minimi pluriennali (anche se in tempi diversi) negli ultimi 6 mesi e tutti hanno recuperato, registrando un rendimento medio del 17% dai loro rispettivi minimi. Il nichel ha visto il rally più impressionante, in crescita del 19% nelle ultime 3 settimane. Con l’eccezione del palladio, le futures net long positions nel mese scorso sono aumentate del 62% in media. L’oro ha visto il più grande aumento delle posizioni nette lunghe, fino a 160%, il risultato di crescenti posizioni lunghe e diminuzioni di posizioni corte. Sembra che il pessimismo eccessivo verso i metalli stia svanendo con il paniere degli ETP sui metalli industriali che ha registrato flussi positivi per la terza settimana consecutiva.


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