Update 12/04/2013

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Massimo Siano, Head of Italian Market do ETF Securities

 

Quali sono le principali evidenze dagli investimenti in materie prime attraverso gli Exchange Traded Product nell’ultimo trimestre?

Gli ETP in oro hanno visto 9,2 miliardi di dollari statunitensi di deflussi nel corso del trimestre, dovuti al fatto che il miglioramento dei dati di crescita degli Stati Uniti ha guidato al rialzo le aspettative dei tassi di interesse statunitensi, incrementando la speculazione sul fatto che il quantitative easing potrebbe essere ridotto portando ad un rafforzamento del dollaro Usa.

 

Quali comparti delle materie prime hanno registrato i principali afflussi?

Gli ETP Agricoli hanno visto forti afflussi durante il trimestre, con gli ETP agricoli di ampia diversificazione che ricevono 117 milioni di dollari di nuovi afflussi. Gli afflussi sono significativi in quanto si registrano dopo quasi 20 mesi consecutivi di vendita alla fine del 2012. Ciò è dovuto al forte calo dei prezzi a partire dall’estate scorsa, le ridotte scorte per molte colture chiave e le condizioni atmosferiche avverse che hanno attratto gli investitori. A livello individuale il caffè ha visto i maggiori afflussi nel corso del trimestre, dovuti alla grande correzione dei prezzi dell’Arabica,  così come alla diminuzione di posizioni nette speculative long e alle preoccupazioni riguardo un contagio da“ruggine” (tipica malattia colpisce le piante) delle forniture che hanno attratto gli investitori.

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Che andamenti hanno registrato invece gli investimenti in energia?

Sia gli ETP sul petrolio che sul gas naturale hanno visto grandi deflussi netti dovuti ai prezzi più elevati che hanno indotto gli investitori a ricavarne profitto dalla vendita. Gli investitori in petrolio sembrano aver considerato il passaggio del petrolio Brent al livello di  115 dollari americani per barile eccessivo e hanno venduto in maniera decisa nel mese di gennaio, con la vendita che  si è ridotta a febbraio e marzo. Gli investitori nel gas naturale, dopo aver acquistato in maniera decisa nel mese di dicembre quando il prezzo spot Henry Hub è sceso al livello di 3.3 dollari americani/MMBtu, hanno ridotto in maniera aggressiva le loro posizioni in marzo, quando il prezzo spot si è avvicinato e poi ha superato il livello di  4.0 dollari americani/MMBtu

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