Update 21/02/2017

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Beni rifugio sotto i riflettori in un quadro di incertezza politica

di Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities

  • Gli ETP sull’oro hanno registrato solidi afflussi per 141 milioni di USD in un clima di mercato dominato dall’incertezza politica, mentre il miglioramento delle vendite di auto ha stimolato gli investimenti negli ETP sul platino.
  • Gli afflussi negli ETF tematici sulla robotica sono saliti a 80 milioni di USD a febbraio, sulla scia dei nuovi massimi raggiunti dai prezzi ogni settimana.
  • Gli ETP sui metalli industriali hanno raccolto 22 milioni di USD in quanto gli investitori dubitano dei piani dell’Indonesia di rilassare il divieto sulle esportazioni di minerale di ferro.

Gli ETP sull’oro hanno registrato solidi afflussi in un clima di mercato dominato dall’incertezza politica. La scorsa settimana gli ETP sull’oro hanno ricevuto investimenti per 141 milioni di USD, in quanto le quotazioni aurifere sono salite dell’1,1% a quasi 1.242 USD/oncia. Crediamo che il prezzo del metallo giallo chiuderà l’anno a quota 1.230 USD/oncia, poiché le banche centrali assumeranno un tono più aggressivo sui tassi d’interesse. “L’indebolimento del dollaro USA e il contesto di tassi reali contenuti potrebbero spingere il prezzo dell’oro a 1.300 USD/oncia entro la fine del primo semestre, con il potenziale contributo di numerosi eventi politici (elezioni olandesi, francesi e tedesche)”, ha affermato Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securities.

Il crescente interesse nei settori del futuro depone a favore degli ETF tematici sulla robotica. La scorsa settimana gli ETF sulla robotica hanno beneficiato di afflussi a doppia cifra per la terza volta consecutiva, mentre l’indice sottostante ha guadagnato il 9% dall’inizio dell’anno, segnando un nuovo massimo ogni settimana. “Gli investimenti complessivi a febbraio 2017 si attestano attualmente a 80 milioni di USD, il livello mensile più elevato registrato dal lancio nell’ottobre 2014”, ha osservato Siano.

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Gli investitori hanno incrementato l’esposizione ai metalli industriali, in quanto mettono in dubbio il piano dell’Indonesia di allentare il divieto sulle esportazioni di minerale di ferro. L’annuncio diffuso a gennaio ha gravato sui prezzi dei metalli industriali, poiché la revoca del divieto vigente dal 2014 comporterebbe un aumento dell’offerta globale. Tuttavia, l’impatto sarebbe probabilmente limitato giacché le spedizioni gratuite si applicherebbero solo alle società già impegnate nella costruzione di impianti di lavorazione e comunque per un massimo di cinque anni. “In seguito all’annuncio i prezzi del nickel sono calati inizialmente dell’8% per poi recuperare terreno, innescando afflussi per 11 milioni di USD negli ETP sul nickel e di 24,4 mio di USD in quelli sui metalli industriali”, ha dichiarato Siano.

Anche i metalli preziosi con applicazioni industriali hanno guadagnato slancio a fronte dell’aumento delle vendite di auto nella maggior parte delle principali economie. La scorsa settimana gli ETP sul platino hanno raccolto 8,6 milioni di USD grazie al rincaro dell’1,7% registrato dal metallo per via delle vendite di autovetture superiori alle attese nella maggior parte delle principali economie. “La volatilità del rand sudafricano e il rischio onnipresente di disordini politici continueranno probabilmente a gravare sui metalli del gruppo del platino”, ha detto Siano.

Gli ETP sul petrolio hanno subìto deflussi per la terza settimana consecutiva a fronte della continua ripresa della produzione statunitense. La scorsa settimana gli ETP sul petrolio hanno accusato disinvestimenti per 32,2 milioni di USD, concentratisi soprattutto sul greggio WTI, mentre gli ETP sul Brent hanno raccolto 10 milioni di USD. Ciò rispecchia l’idea convenzionale che il Brent risenta maggiormente del declino dei giacimenti europei e della politica produttiva dell’OPEC, mentre il WTI sarebbe influenzato soprattutto dalla produzione statunitense, e in particolare da quella di petrolio da scisti. “Crediamo che le quotazioni petrolifere rimarranno sotto pressione nel breve periodo a causa del continuo aumento della produzione e delle scorte di petrolio negli Stati Uniti”, ha rilevato Siano.

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