Update 28/11/2016

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di Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities

Le scommesse sulle politiche reflazionistiche di Trump inducono deflussi dall’oro e dal debito emergente

  • Gli ETP sull’oro hanno subito deflussi per 83 milioni di USD, il record settimanale dall’inizio dell’anno
  • In risposta alle scommesse sulle politiche reflazionistiche di Trump, abbiamo registrato i primi significativi deflussi dell’anno dagli ETP sul debito emergente per un totale di 55 milioni di USD
  • La scorsa settimana, gli ETP sul petrolio hanno registrato ulteriori afflussi per complessivi 49 milioni di USD, che portano gli afflussi complessivi delle ultime quattro settimane a quasi 258 milioni di USD, con gli investitori che scommettono sul raggiungimento di un accordo alla prossima riunione dell’OPEC

Gli ETP sull’oro hanno subito deflussi per 83 milioni di USD, record settimanale dall’inizio dell’anno. Quest’anno abbiamo assistito a comportamenti analoghi quando gli investitori si attendevano un imminente aumento dei tassi in attesa di una riunione della Fed. Questa volta, però, secondo il mercato dei futures, la probabilità di rialzo dei tassi ha toccato il livello massimo dall’inizio dell’anno (94%). Quest’anno l’oro ha registrato prevalentemente movimenti di afflusso, mentre solo il 28% dei flussi giornalieri è rappresentato da deflussi. “Inoltre, mentre gli afflussi su ETP short sull’oro aumentano in linea con gli afflussi del periodo 2007-2012, quest’anno abbiamo assistito solamente ad afflussi netti pari a 87.000 USD, il che suggerisce che, nonostante la recente debolezza dell’oro, gli investitori desiderano mantenere le proprie posizioni, probabilmente in vista di un aumento dell’inflazione e a causa dell’instabilità politica”, dichiara Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe in ETF Securities.

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Riteniamo che la capacità dell’OPEC di concordare una riduzione della produzione stia venendo meno. Nessuna delle numerose riunione tra paesi dell’OPEC e non-OPEC che hanno avuto luogo nelle ultime settimane ha fino ad ora prodotto risultati particolarmente positivi. Il crescente scetticismo sulla capacità dell’OPEC di ridurre la produzione ha determinato un incremento del 56% delle posizioni corte sul WTI rispetto al 39% registrato nell’ultimo mese. L’impegno dell’OPEC dipende dall’adesione di paesi non-OPEC, ma visto che importanti produttori non-OPEC come la Russia, il Kazakistan e il Brasile stanno assistendo all’avvento di una maggiore produzione frutto degli investimenti effettuati diversi anni fa, la probabilità di un impegno concreto appare molto ridotta.  “Ci attendiamo che i prezzi del petrolio rimangano volatili con l’approssimarsi della riunione del 30 novembre”, spiega Siano.

In risposta alle scommesse sulle politiche reflazionistiche di Trump, abbiamo registrato i primi significativi deflussi dell’anno dagli ETP sul debito emergente per un totale di 55 milioni di USD. Il differenziale di rendimento tra debito locale emergente e rendimenti europei è ai massimi da molti anni (oltre 5%). “Siamo ancora convinti che i paesi emergenti abbiano una capacità creditizia superiore a quanto si pensi comunemente, il che offre margini di ulteriori rialzi dei corsi. A nostro parere, una flessione tecnica rappresenta una buona opportunità per entrare nel debito emergente”, spiega Siano.

Stiamo inoltre assistendo a una notevole divergenza dei flussi regionali: i flussi provenienti dagli investitori statunitensi, che utilizzano quindi l’USD come valuta base, sono defluiti dall’oro a un ritmo molto più accelerato rispetto alle controparti europee. “Questo è probabilmente dovuto al fatto che la recente forza dell’USD offre a chi investe in oro da valute diverse dall’USD una spinta nonostante la debolezza del sottostante”, afferma Siano.

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