Update 29/10/2015

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di Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities

Sensazioni contrastanti sul taglio dei tassi in Cina

Il PIL cinese è sceso al di sotto del target del 7% per la prima volta dal secondo trimestre del 2009 e, sebbene superiore alle attese, un sentiment in discesa ha apportato una pressione ribassista sulla maggior parte delle asset class la scorsa settimana. Insieme a una più debole produzione industriale cinese e ad un dollaro statunitense più forte, le commodities hanno restituito la maggior parte dei recenti guadagni. Gli stock sono scesi all’inizio della scorsa settimana, prima di un rimbalzo legato alle attese di ulteriori stimoli da parte della Banca Centrale Europa entro la fine del 2015 e al taglio apportato dalla Banca Popolare Cinese ai tassi e al coefficiente di riserva obbligatoria lo scorso venerdì. Sebbene la decisione di quest’ultima abbia sorpreso i mercati, e abbia reso ottimista il sentiment all’inizio, l’incertezza sulle previsioni di crescita potrebbe incidere sul sentiment per la prossima settimana.

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Azioni

Gli stock forti incrementano l’attitudine al rischio. Gli stock globali hanno iniziato negativamente la scorsa settimana, con la crescita economica cinese che ha rallentato per il terzo trimestre consecutivo nel Q3. Mentre i maggiori indici azionari hanno visto un rimbalzo giovedì, dopo il meeting della BCE, la Banca Centrale Cinese lo scorso venerdì ha tagliato inaspettatamente i tassi di prestito al 4.35%. È la sesta volta che la Banca Centrale Cinese taglia i tassi da novembre 2014, e gli investitori sono divisi sul fatto che ciò costituisca un segnale positivo o negativo. L’indice MSCI China A ha chiuso la seduta dello scorso venerdì con un  aumento dell’1.5%, mentre l’EuroStoxx 50 ha visto un rally del 2.5% giovedì, quando il Presidente della BCE Draghi ha annunciato che la Banca sarà pronta ad agire se il rallentamento della Cina diventerà una minaccia per gli sforzi della BCE nel sostenere la ripresa dell’eurozona. Anche gli stock negli Stati Uniti hanno registrato una performance solida la scorsa settimana, legata ai risultati complessivi del Q3, migliori del previsto, fra le 172 società (pari al 35%) che finora hanno reso noti i bilanci.

 

Valute

La Banca Popolare Cinese taglia i tassi mentre la BCE li mantiene inalterati. La Banca Centrale Europea sembra pronta a fornire nuovi stimoli, generando una pressione ribassista sull’euro. Ci attendiamo un’ulteriore debolezza, soprattutto nei confronti del dollaro statunitense. Nel frattempo, la Banca Popolare Cinese ha tagliato il tassi di prestito a un anno di 25 bps e il coefficiente di riserva obbligatoria di 50 bps in risposta al calo della crescita domestica, scesa sotto il target del 7% stabilito per il 2015. La Banca Popolare Cinese dispone di un più grande margine d’azione per sostenere l’economia cinese e ulteriori cali del renminbi on shore (CNY) non possono essere esclusi se verrà implementata una politica monetaria più aggressiva. Mentre la Banca Popolare Cinese ha tagliato il tasso, rimane possibile un aumento da parte della Fed quest’anno. Le forti vendite immobiliari e i dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti hanno fornito supporto al dollaro statunitense, cresciuto del 2.1%, e questa settimana il meeting del FOMC sarà sotto osservazione per eventuali segnali di un rialzo dei tassi.

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