Alice, i draghi

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Alice, i draghi e il centro della Terra


«Prendi un po’ più di tè! »disse la Lepre Marzolina con molta serietà. «Non ne ho avuto ancora una goccia,» rispose Alice in tono offeso, «così non posso prenderne un po’ di più». «Vuoi dire che non ne puoi prendere di meno», disse il Cappellaio Matto: «è molto più facile prendere più di nulla che di meno».

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Ora, ma solo per la burla d’un istante, mettiamo al posto di Alice il Governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi, e al posto del Cappellaio Matto e della Lepre Marzolina, sua maestà il Mercato.

Il Mercato dice ad Alice-Draghi: «Stampa un po’ più di moneta» e Mario risponde: «Non posso, non ho stampato ancora un euro» e il Mercato: «Vuol dire che non ne puoi stampare di meno: è molto più facile stampare più di nulla che meno di nulla».

Alice non vorrebbe stampare moneta, e comprare interminatamente bonos, oat e btp. Perché l’euro è una moneta forte e non la si deve proprio svalutare, anzi, la sua è una forza che va difesa a spada tratta.

Ma gli Stati Uniti, cioè Goldman Sachs, cioè, pardon, il Mercato, è da settembre che frigna per la preoccupazione sorta dalla crisi del debito europeo, con tale convinzione che solo in pochi hanno trovato l’ardire di obiettare con un sonoro: ma da che pulpito?

Ma domandiamoci: come può l’America finanziare il proprio debito se non mantenendo il dollaro come valuta di riferimento mondiale, e come può riuscire a far questo continuando a stampar moneta e dunque a svalutarlo? E cioè a dire: quale altra via d’uscita – secondo voi – se non quella di forzare alla svalutazione anche l’euro?

E Alice-Draghi ha un bel dire che non stampa, ma di questo passo (20 miliardi a settimana) restano alla BCE sei settimane di acquisti. Poi, il torchio.

No? Le alternative? Il fondo salva Stati? Il bond franco/tedesco? La Germania che garantisce il debito francese? Ma quale debito, poi, che ogni giorno è più grande?

E allora dritti verso la parità euro/dollaro, come Alice nella tana del Bianconiglio verso il centro della Terra.

«Dopo una caduta come questa […] anche cader dal tetto non mi farebbe nessun effetto», disse Alice.

A presto.

Edoardo Varini

(20, novembre, 2011)

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