Campo progressista: nemmeno hanno letto Leopardi

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Campo progressista: nemmeno hanno letto Leopardi

Guardateli. Non dovete leggerne né soppesarne programmi, idee ed ideali. Non ne hanno. Non dovete nemmeno analizzarne il pensiero politico per comprendere lo scarto tra quello che dicono e quel che faranno.

Dovete soltanto guardarli. Giuliano Pisapia e Laura Boldrini, compiacuti che più non si potrebbe nel romano Auditorium Antonianum, alla presentazione di “Diversa”, che poi sarebbe un auspicio per l’Italia da parte dell’ex sindaco meneghino e recentissimo leader di Campo progressista.

Guardateli bene e poi dite se vi sembrano volti adatti a rappresentare la riscossa dei più deboli contro lo strapotere dei più forti.

Io non lo so se questo sia un tempo di benedizioni e sorrisetti e moine, di sala trucco e guardaroba, per chi fa politica ed intenda cambiare le cose. Oppure un tempo di lotta e di impegno durissimo, scomodo, coraggioso.

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Se vai alla pagina Web di promozione dell’evento leggi:

«Diversa. Una proposta per l’Italia, per non consegnarla alla paura, alla solitudine e alle destre. Una proposta di governo diversa da tutte quelle viste finora. Una proposta collettiva, non solitaria. Diversa, come l’Italia che vogliamo raccontare: i ragazzi e le ragazze che decidono di restare per cambiare questo Paese».

È impressionante. Bravi sono i ragazzi che decidono di restare, gli altri sono da biasimare. Ma i ragazzi che restano sono bravi anche se non ci sono le condizioni per restare? Lo Stato incita al martirio? Come i ragazzi del ’99 a Caporetto? Pisapia novello Cadorna.

Già nel nome del partito, del resto… il riferimento al progresso come valore in sé… «Le magnifiche sorti e progressive….». Ma lo capite che questi non hanno mai letto e se hanno letto non hanno mai inteso Giacomo Leopardi?

A presto.

Edoardo Varini

(13/11/2017)

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