Ché poi la luce si spegne, o della tassazione insostenibile

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Ché poi la luce si spegne, o della tassazione insostenibile

Tra i paesi aventi un sistema di governo di tipo democratico ed un’economia di mercato, perché questo sono i paesi Ocse, siamo quello in cui i cittadini pagano più tasse, il 53,2% del Pil. Ce l’ha riferito ieri un rapporto di Confcommercio, ma in fondo è una non notizia: se non lo sapevamo con certezza, certo lo presentivamo già.

Nondimeno, il neodirettore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, che pure ha dichiarato nei giorni scorsi in un’intervista a Napoletano: «Vuole che io non sappia che molti imprenditori (non tutti) se vogliono continuare a pagare stipendi e tredicesime ai loro lavoratori, sono costretti ad accantonare l’Iva?», nondimeno, dicevo, il neodirettore imputa l’eccesso di evasione italiana “anche” alla matrice cattolica del paese, che spingerebbe gli evasori «ad aspettarsi l’assoluzione […] a credere che prima o poi arriverà uno scudo o un condono».

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Ma, gentile dottoressa, se al momento di compiere un passo verso l’identificazione di una causa (l’insostenibilità del livello di imposizione fiscale) si indica un’altra strada, e cioè a dire un’altra causa (la formazione cattolica), non sarà che finiremo come l’asino di Buridano, ovverosia che moriremo d’incertezza? Tanto più che sulla supposta impostazione assolutoria del contribuente italiano lei non ha alcuna giurisdizione e dunque: a che vale parlarne? A qualcosa tipo mettere le mani avanti?

Se fosse davvero la morale cattolica a improntarci, cara dottoressa, questo varrebbe anche per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia, e finirebbero di colpo quelle brutte cose tipo i fermi, le ipoteche e i pignoramenti ai bisognosi, per esempio, non le pare?

Ma possiamo dormire sonni tranquilli, noi contribuenti con l’acqua alla gola e la vaga sensazione di essere iniquamente tartassati: il Consiglio dei ministri forse domani taglierà l’accisa sui fiammiferi. Così potremo accendere la candela con più agio e indifferentemente giocare alle ombre cinesi o dipingere una Natura morta con candela accesa alla Pieter Claesz, una vanitas, ché poi la luce si spegne.

A presto. 

Edoardo Varini

(30/07/2014)

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