Di Bankitalia, Marino, degli «abbiamo scherzato», di noi mendicanti di diritti e uguaglianza

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Di Bankitalia, Marino, degli «abbiamo scherzato», di noi mendicanti di diritti e uguaglianza

Sabino Cassese, celebre giurista e professore e giudice emerito della Corte costituzionale, ha inanellato oggi nel suo fondo sulla prima pagina del “Corriere” una seria di abbacinanti verità: «Che brutto spettacolo! Un sindaco rivelatosi inadatto a svolgere la sua funzione; che prima si dimette e poi ritira le dimissioni. Funzionari dell’Agenzia delle Entrate che si rivoltano contro la Costituzione e la Corte costituzionale, sostenendo che è legittimo essere promossi senza concorso… Una Procura che inizia una indagine sul vertice della Banca d’Italia, per poi dichiarare che la questione è tutta da verificare e valutare…» e smetto di trascrivere per pietà mia, della Nazione e d’altrui.

Lo stesso Sabino Cassese però, di lì a poco, dopo l’incontrovertibile cahier de doléances, stecca e non poco quando scrive: «È una specie di rompete le righe dal quale saggiamente il governo si è tenuto fuori». Condivisibile. Solo che si è tenuto fuori al momento dell’aggiustare e non del rompere.

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Ma mi perdoni, professore… ma se tutto questo accade di chi è la colpa? Ad iniziare dal sindaco di Roma. A proseguire con l’incapacità di affrontare con coraggio il problema dei dirigenti del fisco senza titolo con poi il ministro dell’Economia che corre a tappare la falla nella barca ribadendo la sua stima alla Orlandi che la pensa oppostamente all Corte costituzionale ed al buon senso? Che abbiamo? Un ministro che non rispetta la Corte? O è l’applicazione dei gradi di verità da 0 a 1 della logica fuzzy al governo nazionale?

Ed anche la questione Banca d’Italia: ma ci crediamo davvero che è tutto da verificare e valutare? Ma pensavate davvero che si potesse indagare su Banca d’Italia serenamente? Che non arrivasse il risolutore «Abbiamo scherzato»? E la pronta, prontissima difesa del Capo dello Stato in ragione della «preziosa e fondamentale azione di vigilanza» svolta dall’Istituzione?

Si riferisce certo all’impeccabile vigilanza esercitata all’epoca dell’acquisizione della bollitissima Antonveneta da parte di Montepaschi, o alle operazioni in derivati dello stesso Montepaschi nell’era di Mussari, o alla creatività contabile consentita alla Popolare di Vicenza prima che il controllo passasse alla BCE. Sì, Mattarella si riferiva senz’altro a cose così.

Chissà che spavento per il governatore della Banca d’Italia a sapersi indagato! Ma lo spavento è durato ben poco, va là. E pensare che si era tagliato lo stipendio da 757 a 495 mila or non è molto. E pensare che quello di Janet Yellen, il governatore della Fed, è di 201.700 dollari: 183.000 euro al cambio odierno.

E se dici che è scandaloso perché in italia ci sono 5 milioni di poveri ti dicono che sei populista. Secondo me è che se non lo dici sei un nemico della nazione. Un nemico del popolo. Nessuna lama di ghigliottina sulle vostre teste, non temete. Però sui vostri privilegi sì. E che non sia accaduto finora vi basta a conforto?

A presto.

Edoardo Varini

(30/10/2015)

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