Di Giulio, del luogo in cui «anche le pietre pensano»

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Di Giulio, del luogo in cui «anche le pietre pensano»

Io lo capisco Umberto Ambrosoli che se ne esce dall’aula del Consiglio Regionale durante il minuto di silenzio in memoria del defunto, divo, Giulio. Del padre, il commissario liquidatore della Banca privata italiana Giorgio Ambrosoli, Andreotti ebbe a dire: «Certo, era uno che in termine romanesco direi se l’andava cercando».

Quell’«uno che se l’andava cercando», secondo il sette volte presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana, se la cercava rifiutando di avallare falsi documenti comprovanti la buonafede di un banchiere, Michele Sindona, mandante del suo omicida.

Quell’«uno che se l’andava cercando» scrisse alla moglie quattro anni prima di essere freddato con quattro colpi di pistola davanti alla sua 127 rossa, nella notte dell’11 luglio 1979: «Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto. Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa. Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell’altro. Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi. Giorgio».

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Chiunque abbia un’idea del vivere che trascenda le cose e il potere, lo capisce da che parte sta il bene. Non servono processi, non servono indagini. È già chiara così. Trovo del tutto naturale e giusto che il figlio di Giorgio se ne sia uscito dall’aula.

Venendo all’oggi e all’inessenziale, non trovo per nulla naturale che dei ministri si debbano ritirare in un’abbazia in Val di Chiana per «far spogliatoio», dal momento che la loro coesione non dovrebbe derivare dall’unità di sentire ma di intenti. E trovo ridicola, trovo offensiva, la precisazione che pagheranno per sé, come a placare le irrequietudini di un branco di pezzenti: gli italiani.

Dicevano che Berlusconi aveva una visione aziendalistica della Cosa pubblica, ora abbiamo il Presidente del consiglio che fa team building, che prima ancora che per le aziende era usato per i bambini. Forming, Storming, Norming, Performing, Adjourning. Mancano i gadget, o magari nemmeno quelli.

Ma ora, nel luogo in cui «anche le pietre pensano», qualche speranza in più dovremmo averla.

A presto. 

Edoardo Varini

(08/05/2013)

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