Federica, Maria Elena ed i loro wildiani ritratti

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Federica, Maria Elena ed i loro wildiani ritratti

Poi verremo alle cose che la dimissionaria ministra dello sviluppo economico Federica Guidi ha detto, a quelle che ha fatto penserà la magistratura. Ma prima di questo vorrei riflettere per un attimo sulla ragione che ha spinto Renzi a scegliere Federica per quel ruolo. Lo sviluppo economico è la cosa che più urge al paese: il nostro premier lo ha affidato alla figlia di un ex presidente di Confindustria, amministratrice delegata di Ducati Energia (l’azienda di famiglia), ex presidente dei giovani imprenditori dell’Emilia Romagna e vicepresidente degli imprenditori della regione, poi vicepresidente dei giovani imprenditori all’epoca della presidenza dell’altro figlio di papà Matteo Colaninno e infine – temo sia la cosa più importante – membro del Gruppo della Regione Europea della Commissione Trilatrale.

Ma che è questa Commissione Trilaterale? Un’organizzazione non governativa fondata dal magnate statunitense David Rockefeller, che non si è fatto mancare nemmeno la fondazione ad un altro gruppo di cui la democrazia e la trasparenza non sentivano la necessità: il Bilderberg.

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Che cosa vuole la Trilaterale? Creare un sistema sovranazionale che possa evitare qualunque contrasto politico ed economico attraverso la riduzione dei margini decisionali nazionali e democratici e sotto l’imperio assoluto dell’interesse capitalistico. Le organizzazioni sovranazionali non considerano le nazioni: è così complicato intenderlo?

Bene: dopo Monti e Letta abbiamo avuto la ministra Guidi. Se senti quelli della Trilaterale dicono che scelgono i migliori. Ma la ministra Guidi non è la migliore. Lo ha dimostrato anzitutto con l’invisibile conduzione del suo dicastero ed infine con telefonate da suburra quali quelle di cui abbiamo saputo grazie alle intercettazioni: «L’emendamento? Se è d’accordo Maria Elena dovremmo inserirlo». Quale emendamento? Quello che avrebbe dovuto favorire il fidanzato della ministra Gianluca Gemelli, titolare di due società attive nel settore petrolifero e già indagato nell’inchiesta di Potenza sul traffico illecito dei rifiuti.

E Gemelli, che della sua compagna deve vantarsi un sacco, dopo la rassicurazione di Federica chiama subito il dirigente della Total Giuseppe Cobianchi e gli dice: «La chiamo per darle la buona notizia, si ricorda che tempo fa c’è stato casino che avevano ritirato un emendamento? Pare che oggi riescano ad inserirlo nuovamente al Senato… pare ci sia l’accordo con Boschi e compagni. È tutto sbloccato».

Tutto sbloccato a parte lo schifo. Penso che dalla parte renziana avremo presto tanti bei faccini che se ritratti mostreranno una sfumatura di crudeltà nella bocca. Alla Dorian Gray.

A presto. 

Edoardo Varini

(31/03/2016)

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