Gian Marco Centinaio: un ministro che sa cosa fare e lo fa

di Edoardo Varini

Non è questione di amicizia. Non è per questo che scrivo quanto segue. È questione di amore per la verità e per questa Nazione che tutti dicono allo sbando ma che pochi, pochissimi si adoperano per riportare sulla retta via.

Tra questi pochi c’è il ministro Gian Marco Centinaio, con un senso delle istituzioni e un amore per la propria gente, i propri connazionali tutti, che non ricordo di avere mai visto in precedenza.

A coloro che dicono che la Lega pensa solo al Settentrione mi piacerebbe rispondere con i provvedimenti presi dal ministro e con la passione con la quale li ha presi.

Il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali ha capito due cose: di occuparsi di una materia che era il presupposto stesso del rilancio nazionale e del made in Italy e che occorrevano misure efficaci e tempestive.

L’ultima emergenza, all’onore delle prime pagine da giorni, è stata quella sorta dalla vertenza sul prezzo del latte ovino e caprino tra i pastori sardi e gli industriali.

Siamo arrivati ad un prezzo talmente basso che i produttori perdevano 14 centesimi per litro venduto. È allora che è iniziata la protesta, decisa, instancabile, quasi disperata.

Aperti i rubinetti delle cisterne, i pastori hanno protestato per settimane, imbiancando le strade dell’isola.

Ad ascoltarli c’era il ministro. Il loro ministro: Centinaio. Così pronto a difendere i lavoratori che gli industriali hanno quasi avuto l’impressione che ne fosse partigiano.

E quando i pastori sono arrivati a dire che le istituzioni li avevano abbandonati il ministro ne ha sofferto. Ma non ha preso le distanze si è impegnato ancora di più. Fino a giungere all’accordo sul prezzo del latte tra pastori e trasformatori a 74 centesimi, con l’impegno di un conguaglio a novembre in base al prezzo di mercato del pecorino romano.

«È la dimostrazione che quando ci si siede a un tavolo con spirito costruttivo si raggiungono importanti traguardi. Posso assicurare che quello di oggi è solo l’inizio. Andiamo avanti e ci mettiamo a disposizione, lavorando in modo serio sull’organizzazione dell’intera filiera e il rilancio del settore come ho sempre promesso».

 Ma non basta. Il ministro ha chiesto e ottenuto nella giornata di ieri che il Consiglio dei ministri approvasse il Decreto emergenze agricoltura, che prevede importanti misure a sostegno del settore lattiero-caseario e ovicaprino, del settore olivicolo-oleario, con paparticolare riferimento alle gelate della Regione Puglia nei mesi di febbraio e marzo e al contrasto della Xylella fastidiosa e altre forme di fitopatie, nonché del settore agrumicolo e ulteriori misure per il sostegno e la promozione dei settori agroalimentari in sofferenza.

«È stato confermato quello che ho sempre ribadito, ossia che stavamo di fronte a una vera e propria emergenza, e per me quindi lo strumento per uscire dalla crisi non poteva che essere un decreto. Sono molto soddisfatto del lavoro portato avanti e dell’attenzione dei colleghi di Governo, che ringrazio, e che non hanno esitato a darmi ascolto per il bene dell’agroalimentare italiano. Parliamo di fatti, misure concrete, che riporteranno i settori olivicolo-oleario, agrumicolo, lattiero caseario e ovi-caprino al più presto fuori dalla crisi e finalmente competitivi. Con le norme approvate oggi interveniamo con strumenti urgenti e decisivi. Fatti e non parole. Da domani mi auguro che finiscano le polemiche e si ricominci a lavorare, ne va il futuro di tutti».

Che volete che vi dica. Un ministro che dice queste cose dopo averle fatte merita la nostra fiducia. La nostra stima.

Buon lavoro ministro.

 

Un pensiero su “Gian Marco Centinaio: un ministro che sa cosa fare e lo fa

  1. Giuliana Grillotti dice:

    Un appunto per le guide turistiche e un consiglio per la regolarizzazione: Legare la licenza alla partita iva. In questo modo americani, tedeschi, olandesi etc. sarebbero obbligati a pagare le tasse in Italia

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