Gli analisti cinesi e l’incredibile storia del big fish

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Gli analisti cinesi e l’incredibile storia del big fish

È il secondo trimestre consecutivo che il Pil cinese rallenta: dopo il +7,7% dei primi tre mesi dell’anno abbiamo ora il +7,5% del periodo aprile-giugno. Letto così sembra un risultato strabiliante, lo è meno se si confronta il dato a quello dello stesso trimestre del 2011, 9,5%, due punti percentuali in più.

Si prevede che il prossimo anno la Cina avrà il tasso di sviluppo più basso dell’ultimo ventennio. Non a caso l’Msci China Exposure Index (51 aziende fortemente impegnate in attività produttive cinesi) da inizio anno perde oltre il 10%. In Europa la più esposta con l’export verso il Celeste Impero è la Germania, con una quota del 6,1%, quasi il triplo di quella italiana, del 2,3 per cento. E poi ci sono gli investimenti diretti che i tedeschi hanno fatto o hanno programmato di fare, e parliamo di svariati miliardi di euro: Bmw, Audi, Siemens, solo loro oltre 4 miliardi di euro.

Ricordo che l’economia cinese rappresenta il 13% dell’attività economica mondiale e se rallenta sono guai per tutti.

I giornali oggi spiegano che le borse non hanno reagito poi tanto male a questo dato perché in linea con le stime degli analisti indipendenti, che è poi come dire che degli analisti ufficiali non ci si può fidare perché le sparano troppo grosse. Questo non inquieta. Che gli analisti ufficiali le sparino grosse come il big fish del film di Tim Burton non inquieta.

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E invece forse inquietare dovrebbe. Facciamo un esempio: la produzione industriale, secondo il governo di Pechino, nell’anno passato è cresciuta di quasi il 10 per cento. Vai a vedere la produzione di energia elettrica e ti aspetteresti un dato analogo, dal momento che è ad elettricità che funzionano la maggior parte dei macchinari, e invece ti accorgi che è piatta. Non +5%, non 4, non 3: piatta. A questa obiezione il governo cinese ha risposto che stanno più attenti ai consumi.

E non viene da ridere, e non inquieta. E noi qui a dire che la crescita cinese viaggia al 7,5%. A sgranare gli occhi davanti al big fish.

«C’era chi diceva che quel pesce era il fantasma di un ladro annegato in quel fiume sessant’anni prima. Altri sostenevano che era un dinosauro sopravvissuto al periodo crostaceo. Io non davo peso a queste speculazioni o superstizioni», disse il vecchio Edward Bloom.

A presto. 

Edoardo Varini

(16/07/2013)

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