I moderni templari a difesa della nostra civiltà

I moderni templari a difesa della nostra civiltà

Ieri, a Parigi, 128 morti, 250 feriti di cui cento gravissimi. Dei morti quasi un centinaio al teatro Bataclan, tre all’esterno dello Stade de France, 18 al bar La belle Ėquipe in Rue de Charonne, cinque alla pizzeria La Casa Nostra in Rue de la Fontaine au Roi, 12 tra Rue Alibert nel bar Le Carillon e nel ristorante Le Petit Cambodge in Rue Bichat.

È iniziata ora la parte che meglio sa fare l’Occidente, quella della femmina. Che comincia con una sorta di perversa e infondata ammirazione del violento: «I terroristi si sono dimostrati senza panico, freddi come robot», «Sembravano soldati delle forze speciali», cose così. E tutto questo per descrivere l’agire di vigliacchi che scagliavano raffiche di Kalashnikov e granate contro una popolazione inerme.

E continua, la femminea remissione, con il farsi megafono dei deliri di rodomonti d’accatto: «Questo è l’inizio della tempesta», «La Francia e quelli che la seguono devono sapere…». Bene, io mi fermo qui. Non cadrò nella beota trappola dell’echeggiare i messaggi al mondo di assassini il cui solo vanto è la poca paura di morire.

 

Ogni vero soldato non ha paura di morire. Ma con una differenza. Che ogni vero soldato non spara sugli inermi. Voi non siete soldati. Per quanto forte gridiate per convincervene.

Forse per questo avere scelto il venerdì 13. Forse perché qualcuno tra voi – certo, è solo una mia ipotesi, è una mia fantasia – ha letto da qualche parte che il venerdì 13 del 1307, il più infame dei re di Francia, Filippo IV il Bello, per bieche ragioni di interesse ordinò di arrestare tutti i templari e di confiscarne i beni. E fu l’inizio della fine dell’Ordine cavalleresco cristiano più nobile che mai sia esistito.

Ma i templari d’Occidente non sono scomparsi. Anche se non portano più un grande elmo e la sopravveste blasonata dalla croce rossa all’altezza del petto, ci sono. Si chiamano Forze speciali. E sono composti da gente che sa meglio combattere, ha coraggio e nobiltà d’animo e non ha nessuna paura di morire. Meno di voi. Per questo ho scritto «nessuna». 

Si chiamano in Italia Gruppo Operatori Incursori del COMSUBIN, 9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri; nel Regno Unito di chiamano Special Air Service e Special Boat Service; negli Stati Uniti sono i Navy Seal e i Delta Force; in Germania i Kommando Spezialkräfte; in Russia Spetsnaz; in Israele Sayeret Matkal, in Francia GIGN e Régiment étranger de parachutistes.

Sono loro i moderni templari. Che la civiltà, la tradizione, la storia, l’identità che difenderanno valga le loro vite dipende da noi. 

A presto. 

Edoardo Varini

(14/11/2015)

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