I tagli, le canne le Tltro

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I tagli, le canne le Tltro

È notizia di oggi. I cannabinoidi verranno coltivati nei campi militari della città del Magnifico, che senz’altro era meno magnifico di questo. Di questa cosa. Di invitare il diavolo in mezzo al bianc’azzurro dei vasi officinali. Tra gli alberelli, gli orci e le brocche, ove “la sostanza” evaporerà lo zolfo e lenirà il dolore dei malati.

Il ministro Lorenzin dice che il fatto che un giovane su quattro fumi cannabis è male e che questo non è il primo passo verso l’autocoltivazione da parte dei malati. Ma non ce la vedo la forza pubblica fare irruzione nel giardinetto di un villino a schiera ed arrestare il reo dalla barba malfatta e che magari ha anche nella saccoccia del pigiama tono su tono una regolarissima prescrizione del medicamento.

“La sostanza” ci costa oggi a importarla 15 euro al grammo. Con il nuovo protocollo ce ne costerà la metà. Il diavolaccio dei tagli fa più paura di quello delle canne, oppure si inizia a pensare di non poter convivere con le conseguenze dei tagli senza le canne.

Pensionati, iniziate a comprare il vasetto per la piantina. Il Fondo Monetario sostiene che la spending review sarà inefficace senza tagliarvi le pensioni. Senza tagliare a voi ed ai vostri figli e nipoti l’assistenza. Di vasetti ce ne sono infiniti, di tutte le fogge e colori. All’Ikea, per esempio, ne troverete di meravigliosi, a partire da € 0,50.  Di vetro, di terracotta, di paglia, di legno, di ceramica, di plastica, di allumino e di acciaio. Mi sento di consigliare il colore rosa, per ricordarsi ogni tanto della canzone della Piaf: «Quand il me prend dans ses bras / ile me parle tout bas, / je vois la vie en rose…»

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La richiesta di rifinanziamento da destinare a imprese e famiglie da parte di 255 banche europee si è fermata a 82,6 miliardi di euro, ben al di sotto delle attese. La condizione per ottenere i finanziamenti era in questo caso che se la banca non utilizza il prestito per aumentare le erogazioni alle piccole e medie imprese non finanziarie, dovrà restituire l’intero ammontare entro due anni.

In Inghilterra una manovra analoga promossa dalla Bank of England funzionò. In Europa il rimedio parrebbe essere meno efficace (aspettiamo pure la seconda delle 6 aste di Tltro, ovverosia dei piani di rifinanziamento di lungo termine di cu stiamo parlando) perché non è ormai solo la liquidità a mancare, è la domanda di liquidità da parte di una classe di piccoli e medi imprenditori per troppo tempo umiliati, offesi, derisi, vessati e abbandonati a se stessi dalle istituzioni proprio nel momento di maggior bisogno.

Noi, come quasi sempre, i peggiori: da noi lo stato non si è limitato a non affrontare il problema della decrescita economica ma ne se ne è rivelato concausa, sia in termini di avida, insostenibile fiscalità, sia di ritardi nei pagamenti. Siamo noi il “Paese peggior pagatore d’Europa”: 170 giorni per avere il saldo, a fronte di regole europee che di giorni ne tollerano al massimo 60.

Resta, questa iniezione di liquidità di Draghi, una mossa doverosa e giusta. Le banche si preparino a una corretta valutazione dei piani industriali, le imprese ritrovino il coraggio di investire, la politica esca dal vaudeville e smetta di essere La palla al piede, direbbe Feydeau.

A presto.

Edoardo Varini

(19/09/2014)

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