Il coraggio: la disfida tra Renzi e Di Maio davvero fa ridere i polli

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Il coraggio: la disfida tra Renzi e Di Maio davvero fa ridere i polli

Le elezioni regionali siciliane sono state vinte dal candidato del centrodestra Musumeci, con quasi il 40 per cento di consensi. Dopo di lui il candidato del Movimento Cinquestelle, che si è fermato al 34,7%. Il candidato del centrosinistra, Fabrizio Micari, inchiodato al 18,7 per cento, 6 punti in meno delle precedenti regionali. Una sonora sconfitta, dopo quella cocente delle amministrative.

Nondimeno, il leader del primo partito della coalizione, Matteo Renzi, non vuole ammettere che è giunto il tempo della sua “rottamazione”, proprio la sua, quella del “rottamatore”, che tale non è stato.

È stato invece il novellatore di un Paese inesistente, di cui è stata celebrata una ripresa palesemente inconsistente, in cui la politica economica è stata la parodia della parodia di quello che avrebbe dovuto essere, in cui i poveri sono sempre di più e stanno sempre peggio e di questo non frega niente a nessuno. Troviamo decine di miliardi per salvare le banche e briciole di euro per contrastare l’indigenza di milioni di connazionali.

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Le imprese che non sono fallite dal 2009 ad oggi non potranno sopravvivere a lungo a questo livello di tassazione e di inefficienza strutturale e burocratica. Lo sanno tutti, basta guadare le statistiche. Ma i media fanno da grancassa ad altre cose, che se questa nazione non fosse fuor dai cardini sarebbero a stento tollerabili in un giornalino scolastico.

«Di Maio è il compagno delle medie che ti dà appuntamento fuori ma non si presenta», così il segretario del PD a commento del mancato confronto con Luigi Di Maio, il quale altrettanto ridicolmente oggi motiva la sua defezione con la tesi che oggi non è più Matteo il competitor.

Ma perché tu, Luigi, saresti un candidato premier? E chi sarà mai, Matteo, il compagno che non ha sostenuto l’idea di affrontarti in cortile dopo la campanella?

Consiglio ai politicanti odierni di lasciare perdere nelle loro baruffe la categoria del coraggio. Perché già dalle facce lo capisci che è qualcosa che è loro alieno E del coraggio questo Paese ha un infinito bisogno.

Vorrei dire a Renzi, che ora va elettoralmente a porre la priorità del taglio dei vitalizi, che finché non lo sentirò parlare anche del taglio degli stipendi dei giudici della corte costituzionale, dell’intera magistratura, del corpo diplomatico, dei parlamentari, dei dirigenti pubblici, delle pensioni d’oro del retributivo, non potrò prenderlo sul serio. E penso molti altri insieme a me.

La realtà sta da tempo gridando la necessità di un riequilibrio delle iniquità tra connazionali. Solo un partito che sappia accogliere e dare sostanza a questo grido potrà incontrare il favore di popolo.

A presto.

Edoardo Varini

(8/11/2017)

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