Il menestrello, Pinocchio ed un referendario Mangiafuoco

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Il menestrello, Pinocchio ed un referendario Mangiafuoco

Non è che qualcuno può venirmi a spiegare l’importanza di Bob Dylan per il cantautorato mondiale. Però che non troverà il tempo per ricevere il premio Nobel fa assomigliare un po’ troppo il menestrello del rock ad Anna Bolena che fintamente rifiuta la corte di Enrico VIII d’Inghilterra, una cosa un po’ troppo atteggiata per essere altro che vanesia.

Ora se canti la disperazione e la poesia del mondo e sei un vanitoso i conti non tornano. Si vede che la pancia piena e lo spirito rock non sono cose autenticamente compatibili, malgrado lo storytelling delle etichette discografiche.

Egualmente non è che sei molto credibile quando l’Europa ti ha appena congelato la manovra economica per l’anno venturo sostenendo che potrebbe condurre alla violazione del patto di stabilità e te ne vai per il Meridione annunciando la decontribuzione totale per le aziende che decideranno di investire ed assumere al Sud, per di più con la sfacciataggine di commentare che è «finita la stagione delle chiacchiere».

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Frattanto l’Inps ha reso noto che le assunzioni complessive dei datori di lavoro privati nei primi nove mesi dell’anno sono calate del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Ed il bello è che l’Istituto commenta credendo di fare un favore al governo che sì, c’è stato il calo, ma perché c’era stato il botto dovuto alle decontribuzioni degli anni scorsi.

Esattamente come quello che Renzi va promettendo ora in Meridione. Pinocchio, impara il professionismo.

E tu, Mangiafuoco, il 4 dicembre non ti commuovere. Vota no e calatelo nel gargarozzo. 

A presto. 

Edoardo Varini

(16/11/2016)

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