Il nero del «Mondo di mezzo», dell’esistenza il niente

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Il nero del «Mondo di mezzo», dell’esistenza il niente

«Sennò viene qua il Re di Roma… tu sei un sottoposto… è il Re di Roma che viene qua… entro dalla porta principale… vede io che gli combino».

Viene dopo Tarquinio il Superbo, ma non in superbia, Massimo Carminati da Milano, ottavo Re di Roma, “er Cecato”, ex sovversivo dell’estrema destra ed ex amico dei banditi della Magliana, il terrore di tutti coloro che vivono, che sostano, che passano entro il grande raccordo anulare.

È il capo del “Mondo di mezzo”, che in questo caso non occorre la penna di Tolkien a descrivere, basta un’intercettazione:

«È la teoria del mondi di mezzo, compà. Ci stanno… come si dice… i vivi sopra e i morti sotto, e noi stiamo nel mezzo… Capito come idea? Il mondo di mezzo è quello dove tutto si incontra… Anche la persona che sta nel sovramondo ha interesse che qualcuno del sottomondo gli faccia delle cose che nessuno le può fare… E tutto si mischia».


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La Terra di mezzo, i quadri di Pollock e di Warhol che gli hanno trovato in casa, la citazione dotta e l’arte frammiste alle estorsioni: che vuol dire? Vuol dire che è cinema. Un Cinecittà World per i grandi che hanno venduto l’anima al subito, al comodo e al divertente, le Moire dei nostri tempi 2.0, tra la dualità e il niente, dimentichi dell’unità dell’anima. L’unica cosa che non può essere doppia. Nemmeno nella terra «dove tutto si mischia».

Non lo dico soltanto ai coinvolti nell’indagine, lo dico a coloro che gli andava bene così, basta “viverebbene”. A tutti quelli che conta solo chi comanda, che stanno oggi tra la stragrande maggioranza e i tutti. Altra Terra di mezzo conformisticamente, apaticamente, democraticamente infernale.

E lo sanno anche “er Cecato” e gli altri 37 della cupola nera «di stampo mafioso» che non c’è un luogo dove: «Non me può toccare manco Gesù Cristo». Non c’è. È vero invece che c’è un luogo in cui la tua ombra in terra non la vedi più. Ma è perché a furia di pensare che nella vita o riesci a mettere il culo al caldo nel vicolo del sopruso oppure sei tra i sottoposti ti sei dannato tu. E sei diventato niente.

A presto.

Edoardo Varini

(3/12/2014)

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