Il pifferaio di Hamelin

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Il Pifferaio di Hamelin

 

Chiusura mercati USA lunedì 28 novembre 2011:

Dow Jones: +2,59

S&P: +2,92

Nasdaq: +3,52

Nasdaq 100: + 3,41

Chiusura mercati europei:

Ftse MIB: +4,60

Ftse 100: 2,87

Dax: 4,60

Cac 40: 5,46

Ibex 35: 4,59

Il peggio è passato? Zefiro torna, e ‘l bel tempo rimena? Ma come? La mattinata s’era aperta con queste news: «Moody’s vede possibilità di default multipli zona euro» e «Ocse taglia stima PIL italiano 2012 a -0,5%: è recessione».

Fosse stato ieri, sarebbe stato abbastanza per motivare un bagno di sangue. Ma oggi è oggi. E oggi la borsa deve salire, e i giornali devono trovare delle motivazioni.

Eccole: «Circolate voci di acquisti dei bond italiani da parte della BCE», «Usa ed Europa collaboreranno al tema della crescita economica», «Le autorità politiche e monetarie europee stanno pianificando un intervento deciso»: non sono nemmeno notizie, sono il nulla.

E dunque, il pifferaio di Hamelin, che al posto dei ratti si porta dietro i mercati, chi è? I grandi speculatori istituzionali, va da sé, che mica possono starsene seduti ad aspettare. Senza il saliscendi come guadagnare?

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Abbiamo affidato al pifferaio la salvezza della nostra città, proprio come nella fiaba dei fratelli Grimm. E così abbiamo dimenticato che l’unica ragione che fa muovere i mercati è la speculazione (almeno sul breve termine, e mai il termine è stato breve come ora, ora che pare tutto si debba risolvere o definitivamente compromettere da un giorno all’altro).

E così abbiamo lasciato che fossero i mercati a decidere finanche il nostro destino politico.

Be’, comunque, sappiate che la fiaba del pifferaio di Hamelin non finisce con l’annegamento nel fiume dei ratti ma dei bambini di chi il pifferaio aveva chiamato.

A presto.

Edoardo Varini

(28/11/2011)

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