Il salvataggio di Alitalia: festeggiamo, ma perché?

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Il salvataggio di Alitalia: festeggiamo, ma perché?

La nota di Palazzo Chigi è ridicola: «Ad Alitalia servono discontinuità, stabilizzazione dell’azionariato e una importante ristrutturazione attraverso un nuovo progetto industriale. L’entrata di Poste è fondata su queste premesse». Cioè il gruppo guidato da Massimo Sarmi porterà in dote alla compagnia di bandiera 75 milioni di euro nella speranza che in essa tutto, ma proprio tutto, cambi. Ditemi voi se è possibile investire un’azienda di cui si auspica – e ribadisco, semplicemente si “auspica” – una ristrutturazione totale. È come comprare una squadra di brocchi nella speranza che diventi l’Inter.

Infine il Governo ce l’ha fatta a “persuadere moralmente” Poste Italiane a investire in una società fallimentare, e ci è stata venduta come la logica conseguenza della natura sempre più finanziaria di Poste italiane e della pochezza dell’investimento per un gruppo con 24 miliardi di ricavi e un miliardo di utile netto.

Ma una sciocchezza è una sciocchezza, e se il nuovo piano industriale deve passare per le sinergia con Mistral Air (la compagnia fondata da Bud Spencer posseduta al 100% da Poste Italiane a partire dal 2000), che lo scorso anno la stessa società guidata da Sarmi ha tentato vanamente di vendere (6 milioni di euro di patrimonio negativo, 104 milioni in meno di ricavi, Mol negativo per 2 milioni e perdita netta di 8,2) viene da pensare che forse nell’operazione qualcosa di sfuggente c’è. 

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Alla compagnia di bandiera servono 300 milioni di ricapitalizzazione, di cui 75 arriveranno da garanzie pubbliche, 150 dai soci privati e infine 200 milioni da linee di credito bancario, concesse con una facilità a qualunque altra azienda preclusa.

Air France-Klm attende in riva al fiume il passaggio del cadavere. Lo dice chiaro il suo presidente, Alexandre de Juniac: «Alitalia fa parte delle compagnie europee che hanno perso l’appuntamento dei grandi hub e hanno bisogno quindi di integrarsi in un grande gruppo». È a verità, e il grande gruppo sono loro, che compreranno presto Alitalia.

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi festeggia. Ma perché?

A presto. 

Edoardo Varini

(11/10/2008)

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