Il sospetto di Sophie, poi il precipizio

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Il sospetto di Sophie, poi il precipizio

Cento miliardi di euro messi a disposizione dall’Eurogruppo per salvare il sistema bancario spagnolo. Perché non stare tranquilli? Tanto più che, come ci avvisa il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, il finlandese Olli Rehn, in realtà i bisogni delle banche iberiche ammonterebbero ad appena 40 miliardi, il resto è “margine di manovra”, che è poi come dire “margine di errore”.

Un bel sistema bancario –  incontrovertibile – che prestava 70 milioni di euro al Real per comprare Cristiano Ronaldo, e un bel margine di manovra – inconfutabile – così agevole da far temere che forse ad essere disagevole sia la manovra stessa. Se un margine è più del doppio della spesa preventivata, qualcosa non torna.

In metrologia, la scienza che si occupa di misurazioni e delle sue applicazioni, il “margine di errore” è detto “incertezza di misura”. Ma quanto può essere grande questa incertezza perché la misurazione conservi significatività? In statistica questa significatività si chiama “confidenza”, o “fiducia” (che esca un determinato risultato, per l’appunto) e affinché sia elevata occorre che il “rumore”, vale a dire l’aleatorietà, sia bassa.

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Quando una pletora di incontrollati fattori conduce questa aleatorietà alle stelle, ogni previsione perde significatività statistica e dunque significatività tout court – a meno che non si torni agli auguri e agli auspicia e al dar peso al gracchiare dei corvi alla destra o alla manca – ed ecco allora che i precipizi che vedranno i ministri delle finanze dell’Eurozona all’Ecofin del 21 e 22 giugno dai balvedere di Lussemburgo potrebbero essere, lor sì, forieri di tempesta.

Per dirla semplice, l’ampiezza di quel margine di errore non muove a serenità ma almeno a cento milioni di sospetti.

Gli stessi che permeano il bianco e nero d’incanto di Margin for error di Otto Preminger, il meno hollywoodiano dei registi degli Studios, il visionario, che immaginò sul volto di Joan Bennett il sospetto di una troppo bella e troppo giovane moglie, Sophie, di essere stata lei ad uccidere il marito, il console tedesco Karl Baumer. E invece no, e invece no nemmeno se è stata lei a sparargli il colpo di pistola. Perché ad ucciderlo è stato il veleno che lo stesso marito ha per errore  versato nel proprio bicchiere.

Ecco l’unico margine di errore che mi sento di accostare per dimensione a quello che si sono concessi i membri dell’Eurogruppo nel salvare il sistema bancario spagnolo. È il margine di errore di Sophie: di aver sparato lei al marito e di non esserne l’assassina. Una cosa enorme, terribilmente improbabile. Come sopravvivere dopo essersi buttati dal “balcone più bello d’Europa”, il Chemin de la Corniche, Ville de Luxembourg.

A presto. 

Edoardo Varini

(12/06/2012)

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