La crisi digitale globale

Anche se non tutti se ne sono accorti, quella che stiamo vivendo è una vera e propria crisi digitale globale. Si stima che l’impatto economico mondiale del cybercrime nei soli States si attesti intorno ai 600 miloardi di dollari, e spessissimo i crimini digitali non vengono né individuati né riferiti.  A livello planetario, assommando Stati Uniti, Cina, Giappone e Germania, arriviamo ad un danno economico di oltre 200 miliardi di dollari.

L’economia di Internet genera circa 5 mila miliardi di dollari, ed il cybercrime riesce ad accaparrarsi dal 15 al 20% di questo importo colossale. Pensate a quante risorse vengono sottratte alle imprese sane. Secondo una recente sima condotta da NortonLifeLock (conosciuta fino al 2019 come Symantec), nel 2018 si sono scoperti 600 milioni di pezzi di malware, e la crescita rispetto all’anno precedente è del 36%. E consideriamo che i malware, così come gli altri software “maligni”, non passano di moda. Questa cifra colossale non rappresenta la totalità dei malware ma solo quelli che si sono aggiunti nell’ultimo anno.

Ogni giorno vengono lanciati contro comuni cittadini oltre un miliardo di attacchi informatici e pare che non esista alcun sistema che non possa essere violato ed alcun dato che non possa essere rubato. L’ultimo cifra che abbiamo sul costo del “data breach” – la violazione dei dati personali – è di 4 miliardi di dollari. Il settore più colpito è quello della sanità, sempre fondamentale ma ancor più decisivo con una pandemia globale in corso.

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