La domenica non è santa quanto il lavoro

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La domenica non è santa quanto il lavoro

Su molte cose, lo ammetto, penso che stiamo andando indietro all’impazzata, e tra queste cose annovero senz’altro i diritti dei lavoratori. Ma ho abbastanza nozioni mercantili da non poter tollerare la pretesa che gli esercizi commerciali restino chiusi la domenica, pretesa papale, addirittura, e poi pentastellata, perdincibacco!

«Domenica è giorno di festa primordiale che deve essere proposto e inculcato alla pietà dei fedeli, in modo che divenga anche il giorno di gioia e di astensione dal lavoro», così Francesco, sommo e romano Pontefice.


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Sono d’accordo con il presidente di Confimprese Mario Resca, assolutamente d’accordo: «Quello del Movimento 5 Stelle è populismo oscurantista».

A dire il vero amo il primo termine quanto il secondo aborro.  A dire il vero mi sono sempre sentito come il principe Tamino del Flauto Magico «che vuole strappare da sé il suo Velo delle tenebre e volgere gli occhi al tempio della massima luce».

Così avviene che appena avverto l’oscurantismo mi viene da rubare il fuoco agli dei per darlo agli uomini…

Ma che ti credi, Prometeo figlio di Giapeto e di Climene? Ma certo, rispondo io. Ma appena dopo aggiungo: come tutti gli uomini.

Resca ci riferisce questo dato: «tra venerdì sera e domenica i nostri punti vendita fanno il 50% del fatturato». Capito Santità? Anche se per grazia di Dio, va da sé.

A presto.

Edoardo Varini

(14/12/2017)

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