La mandorla, la colonna di nube e i serafini

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La mandorla, la colonna di nube e i serafini

Pare che il direttore del Dipartimento statistiche sociali dell’Istat, Linda Laura Sabbadini, abbia scoperto come risolvere il problema dell’avidità finanziaria planetaria e dei disastri che ne conseguono: «creare urgentemente dei meccanismi per limitare la presenza maschile al potere», perché le donne «sono investitori più prudenti degli uomini».

L’ha detto a un convegno promosso da Bankitalia intitolato What if Lehman Brothers had been Lehman Sisters, un titolo stimolante e provocatorio, non c’è che dire. Certo che ne sono stati fatti di passi avanti da quando, nel 1945, il commissario Leonardo Severi si lasciò scappare che «gli uomini non possono stare alle dipendenze delle donne per un certo senso d’insofferenza. Non accettano da loro osservazioni sulla disciplina e sulla capacità».

Forse, forse è vero che con le donne ai posti di comando la crisi mondiale sarebbe stata attenuata o magari non sarebbe nemmeno arrivata. Ma forse no, perché capire che cosa significhi prudenza nel mondo finanziario non è affatto facile, bisogna anzitutto formulare una corretta valutazione del rischio. I 200 milioni di bond Parmalat scaricati sulle spalle dei risparmiatori come sicuri dal dicembre del 2002 fino al crack del dicembre 2003 stanno lì a comprovarlo.

Neuroanatomicamente, anzi, meglio, neurologicamente parlando, le cose si complicano. Eh sì, perché pare che a determinare la disposizione alla perdita sia l’amigdala: se è danneggiata, accettiamo di perdere di più. E ne conosco di gente con l’amigdala compromessa! Aggiungo che l’amigdala è la parte del cervello che gestisce le emozioni, e in particolar modo la paura.

La parola “amigdala” deriva dal latino “amygdala”, che a sua volta deriva dal greco  “amygdálì”, “mandorla”, il simbolo per eccellenza del sesso femminile. Nella pittura medievale più d’una sacra persona è detta comparire “in mandorla”: il Cristo che regna sul tempo (Cronocrator), il Cristo che regna sul cosmo (Cosmocrator) ma anche il Cristo benedicente. E a volta pure la Madonna, basti pensare all’Assunzione della Vergine scolpita da Nanni di Banco sulla porta laterale sinistra della facciata nord del Duomo di Firenze, detta appunto “Porta della mandorla”. Oppure alla Madonna con bambino in mandorla di serafini di Antonio del Massaro.

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C’è forse persino una Maria Maddalena in mandorla, nei tarocchi di Marsiglia, per l’esattezza nell’Arcano XXI, Il Mondo. Si è tanto parlato della figura di Maddalena come compagna di Cristo – basti pensare al Codice Da Vinci di Dan Brown – dimenticandosi che si trattò inizialmente della trovata di un autore di vaudeville, Rodolphe Darzens, allorché scrisse il suo L’amant du Christ. Questo solo dovrebbe far riflettere sulla veridicità di tante storie. 

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Ma tornando alla Vergine fiorentina, corre l’obbligo di rilevare che quella mandorla è in realtà un nimbo, una nube. E componendo la rivendicazione della leadership femminile della Sabbadini e la nube come non rammentare la colonna di fumo che guida nel Libro dell’Esodo il popolo ebraico, almeno nella tradizione yahwista, la più antica:

«Partirono da Succot e si accamparono a Etam, sul limite del deserto. Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte».

E vien da pensare che forse con le sorelle Lehman l’attuale crisi finanziaria l’avremmo scampata per davvero.

A presto.

Edoardo Varini

(8/3/2012)

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