La mela e i due serpenti

La mela e i due serpenti

Se la cinematica aristotelica è fondata, e cioè a dire se è vero – come parrebbe logico – che tutto ciò che è mosso deve trarre il moto suo da qualcos’altro, giungere all’idea di un primo motore semovente diviene pressoché inevitabile. Aristotele lo chiama Motore immobile e afferma che esso, oltre ad essere necessario, si identifica con il bene.

Se applichiamo la cinematica aristotelica alle borse, il Motore immobile appare con altrettanta necessità ma non si identifica con il bene, né con l’avidità né con la paura, come si legge in quasi tutti i libri di trading. Il motore immobile della borsa è la creduloneria. Anzi, la Creduloneria, con la C maiuscola, perché nella sua enigmatica e sempiterna possanza v’è senza dubbio qualcosa, se non di divino, d’ultraumano. Oppure sì divino ma ctonio, del “sottosuolo”, per dirla con un’evocazione dello spirito dostoevskijano, un’entità che si nutre del perverso piacere di avere toccato il fondo: «che se anche ti restassero ancora tempo e fede per trasformarti in qualcosa di diverso, probabilmente saresti tu a non volerti trasformare».

Prendete il malsano compiacimento dei notisti finanziari quando parlano dell’ormai imbarazzante e inarrestabile enfiarsi della capitalizzazione di Apple, ormai superiore a quella di tutti i titoli quotati in Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, oppure alla Borsa Italiana. Seicentoventiquattro miliardi di dollari: nessuna impresa al mondo è mai valsa di più.

In sei mesi l’azienda di Cupertino è cresciuta del 70% e tutti si aspettano che giunga presto a 1.000 dollari per azione. In borsa, quando tutti si aspettano qualcosa, spesso quel qualcosa accade, dal momento che i prezzi di borsa – e da ciò la valenza dei vari “livelli tecnici”, che poco o nulla hanno di misterioso, Fibonacci incluso – non sono sovente che profezie autoavverantesi.

Poi, quando il titolo con simbolo AAPL varrà un testone, qualcuno cercherà di venderlo a 1001 dollari, e non ci riuscirà. Perché 1.000 è una soglia psicologica troppo forte e i fondamentali che dovrebbero sostenerla saranno ormai troppo lontani. I bid, i prezzi di offerta, o di acquisto, saranno inchiodati a 999, e lì avverrà l’inversione. Lì il piano dell’ottovolante approssimerà la perpendicolare e si avrà un’accelerazione da 0 a 100 in 2 secondi, come sul Formula Rossa ad Abhu Dabhi, Emirati Arabi Uniti.

Solo che nella fattispecie strilleranno i padri più dei bambini e qualcuno non avrà più i soldi per comprarsi il biglietto di ritorno. E staranno lì, a chiedersi come la Creduloneria li abbia portati a dimenticare che tutto sotto questo cielo oscilla, persino le particelle subatomiche, tutto è onda, sinusoide, ciclo. Tutto è serpente, «la più astuta delle bestie selvatiche fatte dal Signore» (Genesi, 3:1).

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Questo mondo si regge instabilmente sulla dualità serpentina delle gambe dell’Abraxas: la fantastica imago dalla testa di gallo sormontate un busto umano e braccia che reggono una frusta e uno scudo. La testa di gallo è rinascita, chiarore del giorno, che nessuna instabile creduloneria ctonia potrà mai annichilire.

Questa sera al NasdaqGS Apple Inc. fa -2,60%. Il gallo della vigilanza ha forse aperto il primo occhio. È lo stesso gallo appollaiato al piede sinistro del Mercurio di Agostino di Duccio nel Tempio Malatestiano di Rimini, e i serpenti del suo caduceo sono gli stessi che l’Abraxas ha per gambe. Solo che in mano al Dio hanno imparato a guardarsi.

A presto. 

Edoardo Varini

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