La nuova misura per la crescita: il trompe-l’oeil

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La nuova misura per la crescita: il trompe-l’oeil

Da inizio crisi nel manifatturiero -10% di occupati: 539 mila disgraziati in più. Lo dice il Centro Studi di Confindustria. Dice i due dati, quel 10% e quel 539 mila. La qualifica di “disgraziati” ai disoccupati in più vorrei averla assegnata io ma lo ha fatto la vita, in quella sua declinazione quant’altre mai impoetica che è l’economia disastrata di questo paese.

Dicono che nel periodo 2007-2012 sia andato perduto il 15% del potenziale manifatturiero italiano, ma l’ipotesi che la situazione sia molto peggiore è terribilmente verosimile. La misura del disordine nel sistema produttivo nazionale, quella che i fisici chiamerebbero “entropia”, ha assunto dimensioni colossali. La puoi raccontare con complesse formule, ma nella sostanza è che nell’universo il disordine viene spontaneo, perché costa meno energia, meno fatica.

Vogliamo dirlo con le parole un po’ più, per così dire, grossier, del direttore del Centro studi di Confindustria Paolazzi? «Chiudi le imprese, chiudi i capannoni, gli impianti: sono cose che hai perso». Ricostruirle è enormemente più difficile. Lo scorso anno hanno chiuso 41 imprese al giorno: in quale universo ne riapriranno 41 al giorno?

Forse dipinte, come stanno facendo ora nella contea di Fermanagh, Northern Ireland, per lustrare gli occhi ai potenti ipocriti creduloni della terra diretti per il prossimo G8 al Lough Erne Resort, con i campi da golf disegnati da Sir Nicholas Alexander Faldo, dove puoi trascorrere «the most memorable  weekend of your life».

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Prendono pittura e pennelli, un po’ di foto, e ti inanellano finte macellereie, birrerie, farmacie lungo le strade. Come se le cose andassero all’opposto di come vanno. E tutto questo ci desta al più un sorriso. Ci si abitua a tutto, purtroppo.

L’abitudine di nascondere una scomoda verità con l’illusione a me parrebbe una cattiva abitudine e vorrei ricordare che la distinzione tra una cattiva abitudine e una malattia mentale è esclusivamente la forza di volontà. Volendo, potremmo smettere? Chiediamocelo sempre.

Spero tanto di sì, anche se non ho alcun elemento cui appigliare questa mia speranza. Resta che se così non fosse, fosse altrimenti, il nostro procedere sarebbe lo stesso dei folli. In fondo che c’è di male nel sostituire a una piccola azienda un trompe-l’oeil, non è forse solo una sciocchezza?

Sì, lo è. Dapprima. Ma poi, come dice l’Ecclesiaste del dire dello stolto: «Il principio del suo parlare è sciocchezza, la fine del suo discorso pazzia funesta».

A presto. 

Edoardo Varini

(6/6/2013)

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