L’anatra incatenata o Sarkozy

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“L’anatra incatenata” o il “moderno Prometeo” o “Sarkozy”

Le Canard enchaîné è un rispettato settimanale satirico francese che esce il mercoledì. Ha ormai quasi cent’anni. Ma è bello vispo, ancora, al punto da non dover ricorrere alle stampelle della pubblicità. Viaggia sulle 500.000 copie: a 1,20 euro fanno ogni mercoledì 600.000 euro d’incasso. Sono foglioni grandi, di pessima qualità. Gli articoli non sono firmati e non ci sono foto: solo vignette, di Cabu, Petillon e Martin Veyron.

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Guardate il sito: difficile immaginarne un più scarno. Al limite dell’impresentabile. Non si accede ad alcun contenuto. Una pagina del giornale appiccicata al web. Un’irriducibile alterità. Del resto si tratta di qualcosa di assolutamente conforme al carattere e alle idee di Maurice Maréchal, il fondatore, un anarchico-comunista che decise con questo foglio di opporsi ai bellicismi, revanscismi, agli oltranzismi sulla pelle degli altri che portarono alla Grande Guerra: era il 1915.

È il giornale che denunciò le torture dei paracadutisti francesi durante la guerra d’Algeria, sì, le stesse cose che racconta Pontecorvo nella Battaglia di Algeri, e con la stessa forza. O che abitano la memoria di Bernard, il reduce di Muriel ou le temps d’un retour di Resnais.

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La sobrietà del racconto, l’essenza. Ora, il Canard è anche altro, è anche il racconto delle odierne ubbie di Sarkozy: «Se perdo la tripla A, son morto». E sì: perché è da lunedì sera che Standard & Poor’s ha messo ufficialmente sotto esame il debito sovrano della Francia.

E la paura è che di A alla fine ne rimanga una sola. E lo sapete quanto tempo si è data S&P per dire la sua? Novanta giorni. Dunque: lunedì scorso era il 12 dicembre… tre mesi… metà marzo. In aprile c’è il primo turno delle presidenziali francesi… voi capite… Una A e Sarkozy est baisée. Insomma, il moderno Prometeo (omaggio a Mary Shelley), cioè l’anatra, cioè, pardon, Sarko, è proprio incatenato per benino.  

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Ecco allora che entra in campo la cavalleria: Christian Noyer, governatore della Banca di Francia. E dice che le agenzie di rating sono «incompréhensibles et irrationnelles». E invece sono razionalissime, e Noyer lo sa. È di questo che ha paura. Ragazzi: è la Guerra dei cent’anni. È la Battaglia di Crécy: ma Dio quanti cavalieri francesi caddero infilzati dagli archi lunghi, i celebri long bows! Dalle corde rinforzate coi capelli di Belles Dames sans merci. E lo so che sembra strano. Eppure è vero. Ed è una cosa – sia detto con un sorriso – d’un allegorismo piuttosto sconcertante.

A presto. 

Edoardo Varini

(15/12/2011)

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