Le banche italiane salvatele voi. Signorsì

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Le banche italiane salvatele voi. Signorsì

Domani sera a Bruxelles, nel Consiglio europeo di fine anno, si parlerà di unione economica e monetaria e di politica economica e sociale. Si parlerà anche di sicurezza e di migrazione, ma il tema forte sarà quello dell’economia, dove le posizioni sono distanti.

Il ministro delle finanze tedesco Schaeuble ha definito la trattativa molto difficile, e lo è, ma per il solito egoismo della Germania, che intende non solo rinviare di un decennio il completamento del fondo di aiuti alle banche, ma anche dotarlo di 50 miliardi appena per i 18 Stati dell’Eurozona, quando per le banche tedesche ne occorsero 64.

Il FMI stima 230 miliardi i fondi necessari alle sole banche spagnole e italiane. Siamo di fronte alla solita tragica beffa. Schaeuble e il suo governo vorrebbero che la ricapitalizzazione delle banche giudicate in crisi dopo l’imminente analisi dei bilanci da parte della BCE avvenisse con il denaro nazionale anziché con quello delle istituzione europee. E l’unione monetaria che l’abbiamo fatta a fare?

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Ma così sarà. Perché in Europa il dialogo è sempre stato maquillage, si comanda battendo i pugni e le spade sul tavolo, come in quadro di Grosz.

Or non è molto che il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha detto che è giunto il tempo di smetterla di considerare il debito degli stati sempre onorato, e dunque quella parte di titoli pubblici che le banche deterranno fino a scadenza sarebbero destinati a valere molto meno. E per questo viene chiesta la ricapitalizzazione delle società detentrici, ma si tratta di una ricapitalizzazione impossibile, senza capitale è impossibile, lo spiega bene Giavazzi nel suo fondo odierno sul “Corriere”.

E allora altro timore sui mercati, altro panico, altra irragionevolezza. Altro denaro sottratto all’investimento.

Questa è la logica del governo economico europeo: l’ottusa restituzione del debito, senza rinvii, a testa bassa.

L'”inderogabile impegno” del rimborso del creditore sta affamando decine di milioni di europei. Tra cui gli italiani, il cui premier propone e si vede approvata una legge di stabilità senza reale copertura, senza possibilità di attuazione.

Nel 2014 non verrà ridotto il cuneo fiscale, perché non si sa se ridere o se piangere quando si legge che il “Fondo per la riduzione del la pressione fiscale” verrà alimentato dai risparmi derivanti da una spending review che nessuno ha intenzione di fare.

A presto. 

Edoardo Varini

(18/12/2013)

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