Libia: si va in poche decine a difendere gli impianti. Il resto è fuorviante spacconata

alt

Libia: si va in poche decine a difendere gli impianti. Il resto è fuorviante spacconata

Il mondo Occidentale ha ora nuovo tormentone per distogliere i cittadini dai problemi veri. Non perché questo non sia un problema vero, ma perché tutti sanno che è irrisolvibile se non dal tempo e da una quantità di sofferenza umana incommensurabilmente maggiore della scriteriata boria dell’omino che provocò tutto questo: Nicolas Sarkozy, presidente di Francia. Che nel 2011 andò a bombardare la Libia senza nemmeno prima avvisarne gli alleati. Che furono così idioti da fare lo stesso, ad iniziare dall’Italia, che si unì ai bombardamenti dicendo il contrario – vi furono 456 missioni di bombardamento – e che nemmeno capì che il Presidente francese aveva iniziato tutto perché le aziende francesi stavano perdendo terreno in favore dell’Italia, e che infine – per fare questa guerra – violò un Trattato di amicizia siglato dall’allora Presidente del Consiglio Berlusconi che aveva portato serenità tra i due Paesi.

Ma la colpa degli atti di guerra non fu di Berlusconi, che si oppose in ogni modo, come poté. La decisione fu presa in un drammatico gabinetto notturno dal comandante in capo delle Forze armate, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che oggi ha il coraggio di ripetere le stesse dissennate baggianate: «Non possiamo tirarci indietro, non possiamo evadere o scappare, è il nostro dovere. L’Italia faccia la sua parte, così come non ci tirammo indietro nel 2011». Rivendicare di aver contribuito a creare uno dei più ingovernabili caos geopolitici della storia ed il fiume di sangue che ne è disceso e discenderà può significare soltanto due cose: o che questo era il tuo obiettivo – mi sentirei di escluderlo – o che la vanità ti è passata dal midollo al cervello e ti ha fatto diventare cieco e sordo.

alt

In questi giorni si parla di inviare 5 mila uomini (però sceltissimi!) – che ci starebbero tutti in un palazzetto dello sport di provincia – a portare ordine in un territorio per lo più desertico grande sei volte l’Italia percorso in lungo e in largo da mliziani e banditi che non hanno nulla da perdere. Nulla. Solo da guadagnare se ti ammazzano o ti rapiscono. Come è accaduto ai quattro operai della Bonatti nel luglio dello scorso anno mentre si recavano all’impianto di Melliath, vicino a Tripoli, il punto di partenza del gasdotto “Greenstream”, che rifornisce l’Italia di 8 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, metri cubi che dopo la minaccia di Putin di chiudere il rubinetto all’Europa sono diventati irrinunciabili come l’aria che si respira.

Vogliamo mandare 50 incursori del Col Moschin, forti delle regole di ingaggio “degli 007” e del diretto comando della Presidenza del consiglio come prevede il decreto secretato di febbraio a difendere l’impianto? Se bastano, facciamolo. Ma è di questo che stiamo parlando da giorni, che parleremo per mesi. Ma perché questo strombazzamento di una cosa da servizi segreti a difesa dell’interesse nazionale come se fosse una guerra di liberazione di una popolazione straniera oppressa? Che cos’è e a chi serve questa sconfinata malafede?

La Nato ha già fatto sapere che l’intervento in Libia non è all’ordine del giorno. La questione non è chiusa già così? Che potremo mai fare con le nostre sparute forze speciali ed i droni che partono da Sigonella, magari insieme a qualche Tomahawk e ad un pugno di Navy Seals che fa tanto international?

Dei quattro operai rapiti, Filippo Calcagno, Salvatore Failla, Fausto Piano e Gino Pollicardo, il primo e il l’ultimo sono stati liberati non si sa bene né da chi né come; gli altri due sono stati ammazzati su un fuoristrada, ed anche in questo caso non si sa bene né da chi né da come, perché le ricostruzioni dei fatti paiono manifestamente fantasiose. Avevano delle armi in mano…

La verità è che di quanto sta accadendo in Libia si saprà sempre e soltanto quanto serve per riempire i giornali e le televisioni per mesi e mesi e non pensare ai problemi che ciascun cittadino occidentale ha sempre più pressanti: la crescente perdita di diritti, di libertà, di ricchezza. Guardate la Luna, non il dito. Che il dito poi non sia un dito e che ci venga puntato alla tempia è questione che ormai il frastuono mediatico frammisto ad una strisciante paura tende a farci apparire irrilevante.

A presto. 

Edoardo Varini

(05/03/2016)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.