L’Ilaria Day a Palazzo Broletto: il salotto di nonna Speranza

di Edoardo Varini

Leggo sulla prima delle pagine dedicate a Pavia della “Provincia” l’accaduto, l’eventus (non Juventus, non è il giorno, “evento” in latino): «un ex ministro e due ex sindaci a Palazzo Broletto, all’Ilaria day, il giorno in cui la candidata sindaca del centro sinistra Ilaria Cristiani si è presentata in città assieme a tutta la coalizione. L’ex ministro è Virginio Rognoni (lo conosceva mio padre), i due ex sindaci Elio Veltri (lo conosceva, ahimè, mio padre) e Andrea Albergati (ho la fortuna di conoscerlo io, e ne ho profonda stima. Come vedete nessun campanilismo, la pura descrizione delle cose).

Con loro anche il sindaco di Borgarello….» vabbè. «E poi una parte del Gotha universitario pavese e non solo». Tralascio i nomi che seguono perché non è questo. Mi ha colpito la parola “gotha”, anzi alla egizia, in maiuscolo che ha più imponenza, “Gotha”. Per chi non ne conosca l’etimo varrà la pena di una lettura.

Dal vocabolario Treccani:

« Gotha ‹ġòta› (o gotha) s. m. [dal nome della città ted. di Gotha ‹ġóota›], invar. – Forma ellittica per almanacco di Gotha, annuario (pubblicato dal 1763 al 1944 da J. Perthes di Gotha) contenente in origine le genealogie dei sovrani d’Europa e di nobili tedeschi, poi quelle dell’aristocrazia di altri paesi, e gli ordini cavallereschi. Per estens., l’insieme dei nobili e degli aristocratici i cui nomi figurano in tale annuario: al matrimonio parteciperà tutto il Geuropeo; in senso fig., coloro che rappresentano la massima autorità, che rivestono il maggior prestigio in un determinato campo: il gindustriale italianoil gfinanziario milanesescrittori che costituiscono il gdella nostra letteratura contemporanea».

Ora, ditemi, esiste una parola più non dirò di destra, più reazionaria, più codina, più sanfedista, per Diò!? Probabilmente no.

Questo l’incipit dell’articolo, una carrellata di uomini illustri, che neanche Andrea del Castagno per villa Carducci di Legnaia per il gonfaloniere di Giustiza Filippo, perché almeno lì c’erano delle donne.

Non argomenti, l’autorità indiscutibile dell’Antico.

La parte centrale dell’articolo prosegue con personalità un po’ meno illustri fino a chiudere con che cosa? Ho dovuto rileggere perché non ci credevo: «Ilaria Cristiani si presenta alla città ripercorrendo il suo passato, mostrando le fotografie di quando, piccina, frequentava il mare di Pavia, quel Ticino che aveva imparato a conoscere dal padre vogatore».

A questo punto mi sono sovvenuti i vogatori di Caillebotte, e ho retto, ma a stretto giro, proditoria, mi è giunta un’ectoplasmatica sagoma troppo troppo simile ad una vecchia foto di Maupassant vogatore sul Lungosenna ed ho pensato: ma è giusto che la politica si indistinguibile dal salotto di Nonna Speranza?

 

«Loreto impagliato ed il busto d’Alfieri, di Napoleone

i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto),

 

il caminetto un po’ tetro, le scatole senza confetti,

i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro…»

 

[…]

 

«Carlotta! Scendete in giardino: andate a giocare al volano.»

 

Ma guardare in avanti con un po’ di convinzione e ottimismo avendo qualche altro argomento non sottratto a ragnatele ed ormai esauste naftaline vi è possibile, crepuscolari e sinistri illustrissimi?

 

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