L’incendio di Notre Dame: una fretta sospetta

di Edoardo Varini

Il candidato leghista al Parlamento Europeo Angelo Ciocca ed il candidato sindaco leghista della città di Pavia Fabrizio Fracassi posano davanti a un mezzo dei vigili dl fuoco, un valoroso corpo di cui entrambi celebrano le grandi capacità ed il grande coraggio.

Come non ricordarsi dei 500 pompieri parigini che ieri notte sono riusciti a fermare eroicamente l’incendio della loro cattedrale, Notre Dame?

Tuttavia, se da un lato abbiamo avuto questi fulgidi esempi di valore, dall’altro non possiamo non notare che le autorità francesi hanno negato la dolosità dell’incendio molto prima che fosse ragionevole negarla, quando ancora le fiamme avvampavano.

Lo capisci quando l’incendio è spento da dove è partita l’ignizione che ha avviato la combustione. Il materiale combustibile inizia a bruciare e i flussi convettivi che si determinano trasportano i prodotti della combustione nelle zone alte dell’ambiente mentre l’ossigeno viene richiamato dal basso per sostenere la combustione.

E allora? Da cosa nasce questa fretta di chiudere il discorso attentato? Forse che se dolo fosse le destre stravincerebbero le elezioni europee del 26 maggio e qualcuno non lo vuole?

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