«L’Italia è finita!». Si desti!

«L’Italia è finita!». Si desti!

Leggo in una nota d’agenzia che Barclays dice che “L’Italia è finita”. Ma non vi viene da rispondere: “Le palle”?  Più o meno come quelle dell’Apollo dipinte in volta a schifo da Giulio Pippi detto Romano nella Camera del sole e della Luna, a Mantova, entro  Palazzo Te.

“A schifo” non per dire “mal dipinte” (cosa che puoi fare anche a meno di immaginare da parte del pennello del più talentuoso allievo del Sanzio) ma è proprio un tipo di volta, detta anche “a specchio” e a gavetta, che è poi una volta traversata da un piano orizzontale.

Là, in volta, al Te, campitura azzurra sotto intreccio di bianche losanghe. Qui, nell’italica finanza, di cose “a schifo” ce n’è a non finire ma… lo schifo maggiore, quello che proprio l’aria te l’ammorba, vien su da altri luoghi, sorge dalla politica, dal pasoliniano Palazzo.

E mentre il Wall Street Journal lancia un sondaggio per capire se l’Italia starà meglio o peggio senza il Cavaliere (a me ‘sta cosa fa un po’ ridere), i mercati non soggiacciono all’indugio: loro lo sanno esattamente quel che vogliono, e quel che vogliono non sono le elezioni anticipate: è il governo tecnico, il governissimo.

«La politica deve decidere subito», ma finché lo diceva Napolitano a chi importava? Ora lo tuonano i mercati e l’effetto è diverso. E siccome l’Italia, da qui a fine 2012, deve piazzare 340 miliardi di euro di debito (per intenderci, è l’intero debito greco), sarà bene compiacere chi quel debito lo deve comprare.

E che forse è meno avveduto di quanto sembra visto che ora la corsa è ad accaparrarsi il debito di quel paese dalla bandiera a stelle e strisce che a fine luglio ha rischiato l’insolvenza. Ricordo che il cuore del sistema finanziario statunitense batte con un ventricolo di 11 mila miliardi di titoli legati al settore immobiliare, che magari al valore di mercato e non di libro varrano ben più del debito di Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Irlanda messi insieme. O sant’asinità, sant’ignoranza.

A presto. 

Edoardo Varini

(9 novembre 2011)

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