Lo scandalo Volkswagen: una pallida donna orante, un sepolcro, un serpe tra i piedi

alt

Lo scandalo Volkswagen: una pallida donna orante, un sepolcro, un serpe tra i piedi

Nell’Iconologia del Ripa l’Ipocrisia è così descritta: «Donna con faccia pallida ed estenuata, sedente sopra un sepolcro, dentro il quale vi siano corpi morti. Sta con le mani giunte in atto di orare. Tra i piedi un serpe». E a me sovviene il viso della Merkel, tanto brava a sedersi sopra l’altrui sepolcro e ad orare piangente. Lascio “orare” perché sta sia per “concionare” sia per “pregare”, ambivalenza semantica riferibile al caso nostro a perfezione.

Sono anni che la Germania accusa la Grecia di avere truccato i conti pubblici per entrare nell’Eurozona. Scopriamo oggi che una casa automobilistica tedesca, la Volkswagen, la più grande d’Europa, quella della “vettura del popolo” sorta nel 1937 per hitleriano volere e partecipata oggi al 12% dallo Stato,  ha installato in quegli stessi anni truffaldinamente su 11 milioni di vetture dotate di motori diesel del tipo EA189 un software concepito per far funzionare i dispositivi antinquinamento solo al momento dell’esecuzione dei test.

alt

Dispositivi in grado di ridurre fino 40 volte l’emissione di ossidi di azoto riscontrabile in condizioni d’uso reali.

Una discrepanza rilevata già a metà 2013 dall’Università della Virginia ma che ha avuto i dovuti effetti solo ora, due anni dopo. Le azioni privilegiate del costruttore ieri hanno perso il 19,8% e lunedì il 18,1%, che insieme fanno un calo di poco meno del 40% in due giorni appena.

Il danno di immagine è probabilmente maggiore di quello economico, ma quello economico è già spaventoso: si va dalla maximulta statunitense di 18 miliardi di dollari al costo dei richiami, alle class action. già ora 25.

Tuona la cancelliera: «Occorre far luce sull’intera questione».  Maglio di no, cara Angela, meglio di no. Restiamo in penombra, che a tutti conviene. «Il serpe ombreggia gli effetti, e le opere dell’Ipocrita, che sono in tutto velenose». Leggiamo sempre nella quasi nostradamica Iconologia del Ripa.

A presto. 

Edoardo Varini

(23/09/2015)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.