«Soltanto, mi induca…»

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«Soltanto, mi induca»

Ogni tanto ci mettono davanti un orso di latta, un barattolo, insomma un bersaglio. E un fucile in braccio, e ci dicono di sparare. È quando hanno paura che alziamo il tiro. Se centriamo il bersaglio, l’obiettivo della macchina fotografica scatta e ci fanno la fotografia. Presente Romanzo popolare, il film del ’74 di Monicelli col Giulio e la Vincenzina?

«Eh, sei mancino di sinistro?»

«Sì, io e il Riva, sinistro che non perdona. Fermi in posa che faccio la fotografia!»

«Bravo Giulio! Bravo!»

«Il signore sì che sa sparare».

«Grazie».

«Sì ma l’è ultim».

«Ma non credo, sa. Tira ancora, vero, signore?»

«Per lei sempre!»

È così che funziona, e non c’è una volta che non ci caschiamo. Ora l’orso è la Minetti, che invece di ruglire quando la colpisci dice: «La politica non deve essere per forza di persone che sono preparatissime». Se invece colpisci l’assessore alle Infrastrutture e mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, dice: «La mia era una provocazione, volevo semplicemente rivendicare con forza un concetto: c’è il rischio che con l’acqua sporca della cattiva politica venga buttato via anche il bambino della democrazia».

E così, mentre spariamo all’orso, apprendiamo che il Consiglio di stato boccia l’Imu alla chiesa. Però tranquilli, ha detto il ministro dell’economia Vittorio Grilli che «Troveremo la soluzione tecnica appropriata per assoggettare all’Imu chi deve pagare». Ah sì? 

E mentre prendiamo la mira, il ministro della Giustizia Paola Severino tuona: «Subito la legge!», e frattanto il Pdl ripresenta al Senato gli emendamenti al ddl anticorruzione per inserire le cosiddette norme “Salva Ruby”.

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Ma che il Pdl faccia il suo gioco è nelle cose. Un senatore Luigi Compagna lo si trova sempre: ci torneremo. Quel che non si capisce è perché già il testo della Severino operava riguardo alla concussione la distinzione tra “induzione” e “costrizione”. Perché? Anzitutto la vigente definizione del reato: la concussione si configura quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente denaro od altra utilità mediante l’abuso della sua qualità e dei suoi poteri.

In una sentenza del ’98 la Cassazione aveva già ribadito che: «è rilevante che la volontà del privato non sia formata liberamente a cagione, diretta o indiretta, della condotta del pubblico ufficiale […] a prescindere dal fatto che sia stato lo stesso privato, in conseguenza del comportamento subdolo e malizioso di quest’ultimo, ad offrire».

Ora invece, con il disegno di legge anticorruzione, paradossalmente viene introdotto un distinguo che va a favorire una figura soltanto: il concussore. 

Prendiamo la presunta concussione di Berlusconi nei confronti del funzionario della questura: se fosse stato semplicemente “indotto” e non “costretto” la prescrizione scatterebbe cinque anni prima, nel 2020. Ma così non basta, accidenti!  E veniamo allora alla necessità dei due subemendamenti presentati oggi da Compagna alle commissioni Giustizia e Affari costituzionali, a uno dei due in particolare. Quello in cui si chiede che affinché il reato di concussione si configuri, la condotta del concussore dovrà essere “illecita” e non più solo “indebita”, cosa enormemente più difficile e soprattutto lunga da dimostrare.

E non si salverà solo il Cavaliere, si salverà anche Penati, anche se lo dicono in pochi. Con la nuova legge la prescrizione gli arriverebbe infiocchettata già nel 2014, e poi provateci a farci stare in un anno tre gradi di giudizio.

Ditemi voi se in un disegno di legge che si chiama “Anticorruzione” era il caso di cavillare sulle responsabilità del concusso. 

«Subito la legge!», «Pagheranno l’Imu!»: è lo svago di massa, il Luna Park.

«Tira ancora, vero, signore?»

«Sì, ma non mi costringa signorina. Soltanto, mi induca…».

A presto.

Edoardo Varini

(08/10/2012)

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