Mario Draghi, cinesi

alt

Mario Draghi, cinesi

È da Londra, come è giusto che sia per tradizione, che ci giunge la vampa della bocca del drago. Alcuni dicono che si tratti del metano generato dalla digestione della squamata creatura che, una volta arricchito di fosforo, si infiamma a contatto con denti di pirite, di bisolfuro di ferro monometrico, ma sì, di pietra focaia, insomma: ve ne sono vasti giacimenti non molto lontano da qui, da dove scrivo: all’Elba. È detta anche “oro degli stolti”, per la sua gialla livrea e, pare svolga azione antidolorifica, un po’ come il Drago di cui vado a parlare.

Lo so che molti pensano che i draghi siano creature d’invenzione, ebbene sia. Ma Draghi Mario senz’altro non lo è, dunque sia lecita una brevissima indagine criptozoologica. Il nome, dal greco drakon, “serpente”, ci dice già molto. Ci dice che è una bestia che fa paura e che vive nascosta, nella profondità. Non necessariamente è incarnazione del Maligno, come nella tradizione biblica, ma certamente quando la vedi sei a un passo importante della tua vita, specialmente quando essa sola ti separa dai tesori di cui è custode. Sperando sempre che non sia un giacimento d’oro degli stolti, come a volte sospetto sia quello che il nostro difende, l’euro, per l’appunto. Comunque è un drago custode e non uno scherano, un cutthroat, uno scannatore a servizio del demonio: ammettiamolo, è già molto.

alt

Probabilmente l’euro è qualcosa che non sarebbe dovuto nemmeno esistere, dai costi economici troppo alti e dai benefici troppo limitati. Troppo disomogenee le economie componenti la zona euro per poter pensare ad una politica monetaria utile a tutti. Ma il fatto è che se oggi qualche paese UE decidesse di abbandonarla andrebbe incontro ad una catastrofe, o quantomeno a un Mar Rosso assai difficile da varcare per Mosè dalla scarsa, scarsissima, probabilmente inesistente fede.

Svalutazione nell’ordine del 30/40 per cento ed immediata impossibilità di rimborsare un debito pubblico attualmente espresso in euro. Si certo, verrebbe convertito in lire, ma aumenterebbe di quel 30/40 per cento di cui abbiamo parlato. E sarebbe default. E si ripercuoterebbe sugli investitori. Lo si potrebbe fare con rinvii che lo rendano “leggero”, stile Uruguay, o drasticamente, come in Argentina, con perdite per gli investitori di oltre il 70%, In un importante report di UBS si legge che per un contribuente tedesco il costo della fine dell’euro sarebbe otto-dieci volte più alto del caro salvataggi.

Per questo la vampe del drago Presidente della Banca Centrale Europea abbrustoliscono: «Siamo pronti a fare tutto quello che serve per l’euro. E credetemi, sarà sufficiente». Ti crediamo, perché hai ragione: «Non è possibile immaginare che un paese esca dall’Eurozona». E perché forse sei un drago buono, un drago cinese, un drago d’acqua. Personalmente invece non ti credo quando dici che fermeremo la speculazione internazionale. L’euro si salverà, ma il costo sarà altissimo, e chi si vorrà arricchire su questi drammatici disequilibri lo farà. Scrivo alle 11.15 dell’indomani dell’euforia dei salvati, ma lo spread non lo sa, e ha ripreso a sommergerci. Speriamo che Mario sia un drago cinese, una creatura che si sappia muovere sottacqua e nelle nubi, che portano pioggia e raccolti.

A presto.

Edoardo Varini

(27/07/2012)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *