Mario è il mago

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Mario è il mago

L’unica differenza rispetto al racconto manniano Mario und der Zauberer, rischia di essere che qui, nella cronaca italiana, “Mario” è il nome dello zauberer, del mago. Là, nel racconto, ambientato in un’imprecisata località versiliese, il nome del personaggio insolito che tutti noi nella vita almeno una volta abbiamo incontrato – il prestigiator, ipnotizzator, illusionista, quello che chi non ha mai dovuto davvero guadagnarsi il pane per vivere definirebbe con disprezzo “un ciarlatano” – si chiama Cavalier Cipolla. Là, nel racconto, ad essere ipnotizzato è il popolano Mario, qui, nell’attualità italiana, è un popolo intero.

Il Cavalier Cipolla di Thomas Mann si ispira a un personaggio realmente esistito, Cesare Gabrielli da Pontedera, classe 1881, la “radio umana” nerovestita, il riscrittore dei numeri tenuti dagli spettatori sui foglietti in tasca, il plagiatore degli animi, il grande beffeggiatore che ti impone un dire e un fare inusitati.

«Come si chiama lei? Dica forte il suo cognome» e le sue dita diventano vibrisse a un palmo dal tuo naso. E quello sguardo magnetico che segue l’«A me gli occhi» e poi quell’attimo, che inellutabilmente viene, in cui tu, chiunque tu sia, non sei più tu.

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Ieri la borsa, che ci raccontavamo essere la svenevole e succube assistente del mago, di riprendersi dal deliquio non ha voluto saperne. «Lo spread non tornerà ad impennarsi» diceva lo zauberer a fine febbraio, ma ieri, per la prima volta da fine gennaio, lo spread Btp-Bund volava, pardon, levitava, oltre i 400 punti. Piazza Affari, ieri, peggio di tutti, con quel -4,98 che ha spinto il Ftse Mib sotto la soglia dei 14500 punti e Unicredit a tarantolare attorno al -8 per cento seguita dappresso dalle altre banche.

Taluni dicono che la “taranta” sia stata la brusca frenata dei dati dell’occupazione statunitense (120 mila a fronte dei 205 mila previsti) talaltri un articolo del “New York Times” che definiva “preoccupanti”, perché eccessivi, gli acquisti di titoli di stato da parte degli istituti di credito italiani e spagnoli.

Mario probabilmente pensa invece che il vero motivo sia la resistenza all’ipnosi della Marcegaglia, che in effetti tanto suggestionabile – malgrado le guizzanti e direi quasi liberty volute della capigliatura – non te l’immagini. Ma forse il vero motivo è che quel che Freud definiva la “personalità cosciente” a un certo punto, per quanto intensa sia la suggestione, affiora.

A presto. 

Edoardo Varini

(11/04/2012)

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