E che faranno i mercati se vince Biden?

Festeggeranno, perché i mercati sono sempre paraculi. E poi un bel rally non fa mai male a nessuno, e dopo le sgroppate al rialzo ecco che arriverà il doppio massimo e giù verso le verdi praterie di Manitù.

Mentre scrivo Wall Street è tutta in verde, come l’economia su cui punta Biden, alla facciaccia del settore oil & gas.

Eggià perché Biden è uno perbenino e dunque tutto in lui è moderato, democratico e progressista.

I temi centrali saranno dunque, come da copione, la redistribuzione del carico tributario e l’aumento delle entrate per finanziare nuove spese concentrate nei primi 4 anni (infrastrutture, sanità e assistenza, istruzione, ambiente).

E poi Joe dice che farà una cosa che in Italia nessuno vuole fare: l’introduzione del salario minimo, e nemmeno poca roba: 15 sonanti dollaroni, circa il doppio dell’italica pensata.

E il tutto per far risorgere dalle sue macerie la fenice middle class e farla alzare in volo verso la rivoluzione della “clean economy”.

Previsto allo scopo un investimento decennale in infrastrutture e manutenzione da 1.300 miliardi.

Due cose, sono due le cose che ripete  il sempre più probabile presidente stellestrisce, e sono cose condivisibili entrambe, anche se la seconda dal sound vagamente trumpiano.

La prima: «Occorre un’economia che premi il lavoro e non la ricchezza».

La seconda ¬ quella un po’ donaldiana ¬ «Buy America», «Compra americano».

Ad iniziarre dal berrettino da baseball usato da Joe in campagna elettorale.

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