Nel paese dei barbagianni l’inverosimile è già verità

alt

Nel paese dei barbagianni l’inverosimile è già verità

Non mi dispiacerebbe proprio sapere da dove è nata l’idea che il tetto massimo per le retribuzioni dei manager pubblici debba essere l’emolumento del Presidente della Repubblica, 238 mila euro l’anno. E vorrei saperlo per due ragioni. La prima è che si tratta in tutta evidenza di una livella simbolica, solo che è posta troppo in alto, sicché finisce con il perdere qualunque attinenza con la realtà e la logica.

Perché mai, mi domando, un dirigente pubblico dovrebbe stare simbolicamente accosto alla più alta carica dello Stato? Finisce così con l’essere, quel troppo superno tetto, una livella di casta, il che – ce l’ha insegnato Totò – è un paradosso, dal momento che la livella, per definizione, non può rispettare le caste. E chi lo sostiene, seppur morto, si copre di ridicolo.

«La casta è casta, e va, sì, rispettata, ma Voi perdeste il senso e la misura; la Vostra salma andava, sì, inumata, ma seppellita nella spazzatura» dice il fantasma del nobile Marchese di Rovigo «c’o’ tubbo, ‘ caramella e c’o’ pastrano» a quello di Esposito Gennaro il netturbino, cui la sorte e le scarse sostanze riservarono una «tomba piccirella, abbandunata, senza manco un fiore, pe’ segno, sulamente ‘na crucella». Esposito per un po’ sopporta epperò infine sbotta: «Sti ppagliacciate ‘e fanno suolo ‘e vive: nuje simmo seri… appartenemmo à morte».

Una livella di 238 mila euro, perdonatemi, è una pagliacciata. Per il Presidente francese sarebbe una manna (ne prende al momento 179 mila), e così pure per il premier del Regno Unito, David Cameron, che di euro ne incassa un migliaio di meno.

Ma il bello è che i più privilegiati forse lo resteranno. L’appello: Ugo Zampetti, Segretario generale della Camera. «Eccomi, guadagno 478 mila euro, ma siccome non mi bastano mi si concede pure un’indennità mensile di 662,02 euro». Elisabetta Serafin, Segretario generale del Senato: «Io invece ne prendo appena 427 mila». «Noi siamo i vicesegretari della Camera dei Deputati, Guido Letta e Aurelio Speziale, e prendiamo rispettivamente 340 e 328 mila euro». Bravi! Ve li meritate senz’altro.

Il Presidente degli Stati Uniti, Obama, riceve annualmente 400 mila dollari, che in euro fanno 288 mila.

alt

Mi sono preso la briga di leggermi il testo del Def, il Documento di Economia e Finanza appena approvato. A tratti è decisamente divertente, per esempio laddove si legge che: «l’economia italiana è entrata in una fase di ripresa, contrassegnata in prospettiva da dinamiche abbastanza favorevoli del commercio estero e da una graduale stabilizzazione della domanda interna».

«Abbastanza favorevoli» e «graduale stabilizzazione della domanda interna»: secondo il nostro governo questa è ripresa. Secondo l’Europa questo dovrebbe essere un documento serio.

Diciamo pure che per qualche ai più inesplicabile motivo, Matteo da Firenze, in Europa deve essere preso aprioristicamente sul serio. «Evviva Renzi! Evviva! Evviva!» Intoneremo gaudenti allora, iuvenes dum sunt.

Ier l’altro Matteo a Vinitaly«L’export agroalimentare può amentare del 50% in 6 anni». Ma perché non del 60% in 5 anni? Ci hai pensato, Matteo? Potevi dirlo! E perché il nostro Pil nel 2016 non potrebbe essere del 5%? Non ti sei forse accorto che in questo Paese l’inverosimile è già verità?

Propongo a simbolo nazionale il barbagianni, che incontreremo anche nel «grande e ammirevole anfiteatro del celeberrimo Signor Heinrich Khunrath di Lipsia», a significare la notte dell’anima, il lugubre.

A presto. 

Edoardo Varini

(11/04/2014)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.