Non di Achille, non di Orlando. Noi abbiamo l’ira di Salvini

Di Salvini al momento dicono due cose. La prima è che è un grande stratega e che dopo aver addossato al Capo dello Stato la colpa del mancato governo, alle prossime elezioni prenderà l’80%, come ha sussurrato D’Alema a Grasso.

Il problema è che D’Alema non ne ha mai indovinata una. D’Alema è uno che non ha ancora capito che la classe dei lavoratori non è che residualmente composta da metalmeccanici. È talmente scollegato dalla realtà italiana e dalla gente che mi parrebbe saggio adottare nei suoi confronti un atteggiamento contrarian: si prenda per buono l’opposto di quanto dice e ci si azzeccherà.

Tutti coloro che hanno votato la Lega non con la fede che ti spinge a Fatima ma con un’idea di finalità politica razionalmente puntellata, dovranno ammettere che il problema ora non è stata una troppo risicata maggioranza, è stato proprio che Salvini il governo non lo voleva fare.

Parliamoci chiaro, se ti interessa davvero uscire dall’Europa con il piano B non ti impunti su un nome, ti impunti sul farlo. Lo avete letto il piano B? È semplicissimo: può applicarlo chiunque non occorre il fenomeno Savona. Si inizia nazionalizzando Bankitalia… quella roba lì. Se ti interessa, lo fai applicare da chiunque.

La seconda cosa che dicono di Salvini, meglio, la seconda cosa che scrivono è: «L’ira di Salvini». Ma che giornalismo denervato abbiamo? Salvini come Achille? Come Orlando? Ma non vi fate pietà da soli? Dite di non essere fascisti: e allora perché guardate “l’uomo forte” di turno inginocchandovi? Guardate che perché esista il fascismo occorre essere in due: il Duce e i genuflessi.

Di Maio e Salvini e l’incolpevole Conte hanno detto fino a ieri di voler tutelare il risparmio degli italiani. Oggi, che fa loro buon gioco incolpare del disastro Mattarella, non gliene frega più nulla. A fronte di uno spread che ha varcato i 300 sanno solo dire «Non è colpa nostra»? Ma vi rendete conto che hanno mandato la credibilità di questo Paese a farsi fottere?

Fai short su Piazza Affari e farai soldi a palate. Il fondo Bridgewater ha venduto al ribasso da ottobre 2017 due miliardi di titoli di big italiane, da Eni a Enel a San Paolo e sta facendo soldi a palate. E ne farà ancora e ancora.

Sta per arrivare una mazzata da 317 euro a nucleo familiare per l’aumento dell’Iva, che sarà inevitabile nel giro di poche settimane. Questo avrete avuto, non il reddito di cittadinanza, elettori di questa molto strana e pochissimo santa alleanza.

Alle prossime elezioni, magari, pensate un minuto in più. Iniziate, riprendete a pensare che non esiste un uomo del destino ma solo un destino fatto di uomini e donne capaci di autodeterminarselo. La genuflessione e la democrazia sono incompatibili.

A presto.

3 pensieri su “Non di Achille, non di Orlando. Noi abbiamo l’ira di Salvini

  1. roberto dice:

    Salvini aveva già rinunziato a presiedere Camera, Senato e ad essere Capo del Governo, non poteva chinare il capo anche su Savona, che poi il problema NON era Savona ma le IDEE di Savona di voler rifondare l’UE

    Rifletti prima di sparare sentenze gratuite, grazie

  2. Moreno Mancini dice:

    Il matrimonio fra lega e M5S poteva durare quanto quello fra due coniugi che, nel giorno delle nozze, lo sposo si ubriaca e si vomita addosso e la sposa passa la prima notte di nozze nel lussuoso appartamento di un hotel a cinque stelle insieme all’autista della limousine.

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