Non l’ha fermata nessuno

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Non l’ha fermata nessuno

Notizia del giorno: anche l’Italia spiata dagli Usa. Come se non si sapesse. Dopo i francesi, il cui primo ministro, Marc Ayrault, se n’era detto ieri «profondamente scioccato». Lo stesso primo ministro che usa da tempo per le comunicazioni sensibili il Téorem, un telefonino criptato. Lo usa lui come lo usano gli altri ministri. Come quello dell’Interno, Manuel Valls, che ha definito lo spionaggio un «fatto totalmente inaccettabile». Se usavano un telefonino criptato è perché sapevano benissimo di essere spiati, solo che finché non lo sapeva la Nazione andava bene così.

Le prove che la National Security Agency ha “sorvegliato” negli ultimi sei anni milioni di telefonate francesi al giorno sarebbero alcuni documenti forniti da un ex consulente dell’Agenzia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Edward Snowden, ventinovenne informatico ex assistente tecnico della CIA che dice non essere stata la brama di notorietà a spingerlo a rivelare il Piano di sorveglianza dei cittadini stranieri messo in atto dal Governo americano. Il documento più comprovante pare si componga di 41 slide di un corso di formazione. Divertente. Malgrado questa ridicolaggine, nessun dubbio che tale piano esista, ma anche senza prove, perché la sua esistenza è semplicemente logica.

Molti dubbi invece su quanto efficace fosse il controllo realmente esercitato, perché una volta che hai registrato miliardi di informazioni devi anche archiviarle e vagliarle ed occorrono competenze, tempo e denaro, tre cose la cui disponibilità va giornalmente scemando. Anche per i governi.

Edward dice di essere stato spinto alla rivelazione dal desiderio di condurre un’esistenza autenticamente libera, dove «Ogni cosa che fa non viene registrata».


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Aspirazione condivisibile, ma completamente infondata. Se aumenta la comunicazione informatica aumenta la tracciabilità ed ogni potere tende all’autoconservazione con qualunque mezzo. È inevitabile che i governi abbiano delle agenzie di controllo che con il più o meno giustificato pretesto della sicurezza dei loro cittadini si muovono al di fuori di qualunque regola di privacy. Questa privacy che è un po’ come l’araba fenice: «che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa».

Oggi il Comitato parlamentare di controllo sui Servizi segreti ha chiesto chiarimenti al Governo circa le intercettazioni effettuate dagli Stati Uniti nel nostro paese. I nostri servizi segreti, come qualunque altro servizio segreto al mondo, risponderà che sì, tale attività di controllo esiste, ma solo per finalità antiterroristiche e mai e poi mai per ragioni politiche o economiche.

Ieri a Volgograd una giovane donna è salita su un autobus con una cintura esplosiva e si è fatta saltare in aria in mezzo ai passeggeri, molti dei quali studenti, molti dei quali bambini. Naida Asiyalova si chiamava, ed era malata di cancro. Non l’ha fermata nessuno, come il suo cancro. Come il nostro, che è questa irrefrenabile, pletorica, incontrollata produzione di informazioni sempre più lacerate e disgiunte e scomposte che ci disgregano il cuore, i nervi la mente.

Abitava in uno dei paesi più controllati al mondo, la Russia, il cui Presidente è stato un alto ufficiale del KGB, il Comitato per la sicurezza dello Stato dell’ex Unione Sovietica, una delle più grandi macchine di controllo e repressione della storia. Immagino che Naida avesse un cellulare e che l’usasse. Non l’ha fermata nessuno.

Edoardo Varini

(22/10/2013)

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