Non svenite bambini ché non si conviene

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Non svenite bambini ché non si conviene

Se nella seconda economia del mondo la Borsa picchia a -5,34% facendo registrare la peggior seduta del lustro trascorso e, soprattutto, se questo accade per l’imposizione di più stringenti regole sui cosiddetti “collaterali” – vale a dire i titoli che possono essere portati in garanzia per ottenere prestiti dalla Banca centrale (richiesta ora la tripla A, il massimo) – qualche dubbio sulla tenuta finanziaria della Repubblica popolare cinese potrebbe venire, legittimamente. Ma fors’anche erroneamente.

Vai a vedere i dati macro e scopri che l’import nel mese di novembre è calato di 6,5 punti, i prezzi delle case si sono ridotti, la domanda di energia si è affievolita. La crescita resta strabiliante, di questi tempi di scheletriche vacche, però strabilia sempre di meno (si parla per il 2015 di un passaggio dal 7,5 al 7%). Sembra un quadro fosco, lo dicevo, ma verosimilmente non lo è. Tutt’altro.

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La restrizione dei criteri per l’ottenimento del credito non è piovuta dal cielo e non c’era nemmeno l’urgenza di farlo. È stata il frutto della precisa scelta di puntare non più sulla pura dimensione della crescita bensì anche sulla sua sostenibilità, sulla sua qualità.

Il Partito Comunista Cinese sta dimostrando una lungimiranza in politica economica da fare invidia ai ben più accreditati governi occidentali. Nel Celeste Impero è un quadriennio che l’incidenza del manifatturiero va calando in favore dei servizi. Nei primi mesi di quest’anno si sono creati così 10 milioni di posti di lavoro.

Noi europei non abbiamo un governo, abbiamo un’esattoria. Di incompetenti, prima ancora che cinici, burocrati. Di esattori che vanno a chiedere a un paese in ginocchio, la Grecia, di inginocchiarsi di più per 2,5 miliardi di euro, da trovare alzando l’Iva e l’età pensionabile. Le cose più ingiuste. A un paese che non riesce a sfamare i suoi bambini. Che talvolta svengono a scuola, basta un niente.

Non passa giorno che da Bruxelles un creditore in abito scuro non ci minacci di rovina. Oggi è toccato a Junker, il presidente della Commissione Ue, per l’ennesima volta: «Se non farete quanto promesso per voi non sarà piacevole». E da noi c’è ancora chi crede che quanto promesso lo si possa fare… Le pagelle a marzo, cari bambini, ma non svenite ché non si conviene.

A presto. 

Edoardo Varini

(10/12/2014)

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