Occorre una nuova guerra di liberazione. Questa volta dall’allucinazione

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Occorre una nuova guerra di liberazione. Questa volta dall’allucinazione

Il crollo dei titoli bancari italiani dovuto ai prestiti non rimborsati da imprese (288 miliardi di euro) e famiglie (60 miliardi) obbliga a capire due cose: 1) in Italia non si può fare impresa e non si può vivere; 2) è in arrivo una nuova e definitiva stretta creditizia che spazzerà via ogni immaginabile ripresa.

La prima cosa dovrà capirla la politica. Che d’ora in poi dovrà occuparsi della sostenibilità di impresa e vita in primo luogo. Prima di tutto. Prima di riforme costituzionali, ddl Cirinnà, 80 euro in busta paga, falsi contratti a tempo indeterminato ed altre varie facezie. Prima di tutto.

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La seconda cosa chiederei al popolo italiano di capirla senza passare dall’assalto ai forni. Senza la violenza. Ma con la fermezza che viene dall’aver compreso i tempi e la storia e dall’aver condiviso per tempo i bisogni dei propri connazionali.

All’Europa occorre ribellarsi. Perché è soltanto finanziaria. E la finanza non dà alcuna identità né si preoccupa del benessere di alcuno.

Ma per farlo, per ribellarsi, occorrono credibilità, forza e una visione appassionata del mondo che sola può generare il futuro.

Per queste ragioni questo governo deve cadere al più presto. È come una nuova guerra di liberazione. Questa volta dall’allucinazione.

A presto.

Edoardo Varini

(20/01/2016)

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