Padoan Pier Carlo, ministro, dalle flessibilità inflessibili

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Padoan Pier Carlo, ministro, dalle flessibilità inflessibili

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha spiegato ieri in un Forum al “Sole24Ore” le specificità e gli intenti della manovra finanziaria. Lo fa come può, senza un testo e tabelle definitive, ma certamente possiamo prendere le sue parole per buone, perché indubitabilmente è un bravo tecnico e poi perché è il ministro. Punto e basta. Così fa il cittadino rispettoso delle leggi e delle istituzioni. Lasciate allora che provi ad esserlo anch’io fino in fondo.

Gli viene chiesto: «Lei stesso ha più volte affermato che i tagli fiscali producono risultati se hanno coperture strutturali. Qui di coperture strutturali ce ne sono ben poche, mentre si utilizza il massimo della flessibilità riportando il deficit a 2,2%».

Risposta ministeriale: «Le clausole di flessibilità ottenute non sono trucchetti ma incentivi all’azione di governo per fare riforme strutturali e investimenti». Non è una risposta, è fumisteria. Le clausole di flessibilità sono clausole di flessibilità, punto e basta. Che non siano trucchetti è un’opinione e non è certo la loro finalità a determinarne la natura.

Continua Padoan: «C’è una spending review con interventi strutturali inferiori ai 5 miliardi, una cifra inferiore a quella indicata nel Def perché manca il taglio delle tax expenditures». Sì, il ministro ha ragione, la cifra è inferiore, ma di poco, di 5 miliardi soltanto. Peccato che il governo prevedesse un taglio di tax expenditures, che sarebbero poi le agevolazioni fiscali, di 1,54 miliardi. E i 2,5 miliardi mancanti?

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Forse oltre alle agevolazioni fiscali non si sono tagliati anche gli sprechi della Pubblica Amministrazione. O sbaglio? Ma pare che in Italia pare sia impossibile «entrare nel merito delle singole voci di spesa», sempre nelle parole del ministro. Perché per farlo: «bisogna definire dei criteri nuovi». Da stabilirsi, sempre secondo Padoan, con «la riforma della pubblica amministrazione sulla quale si sta cominciando a lavorare». Ecco. Ma con calma. Dopo la Riforma del Senato e le adozioni gay. E poi, se così era, perché avete promesso un taglio doppio?

Voglio infine sinceramente congratularmi con l’amico Tito Boeri, attuale presidente dell’Inps, per aver detto che la manovra è ben lungi dall’aver fornito al Paese un «intervento serio», «l’ultima riforma delle pensioni e non uno stillicidio di interventi parziali che creano asimmetria di trattamento e, in assenza di correttivi, daranno spinta ad ulteriori misure parziali che sono tra l’altro molto costose».

Chiaro no? Ah, un’altra e ultima cosa che ha detto ieri Padoan al Forum e che mi è obbligo riportare, sempre riferita alla spending review: «Devo dire che il Presidente del Consiglio è intervenuto con il puntiglio che lo caratterizza». Ecco, siamo a posto. A nanna bambini che domani c’è scuola. E che il Carosello non c’è più da un pezzo. Dal ’77, l’anno dei blindati a Bologna.

A presto. 

Edoardo Varini

(20/10/2015)

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