Presidenziali USA: ma le poste fanno apposta?

Curioso che l’informazione italiana stia in questo momento assegnando a Biden più collegi elettorali di quanto non faccia l’informazione stellestrisce: direi che è il caso di credere alla seconda. La situazione aggiornata è la seguente: 253 collegi aì democratici e 214 al repubblicani. Come ormai tutti sappiamo, la vittoria è a 270.

I voti scrutinati sono ormai a percentuali del 98-99%, possiamo quindi dire che Michigan, Minnesota, Wisconsin, Arizona e Nevada sono andati a Biden e Florida, Ohio, Georgia, North Carolina e Pennsylvania sono andati a Trump. La bandierina piantata in Florida è valsa a Trump 29 voti, tanti.

E poi ci sono gli 80 milioni di voti postali, alla maniera antica, alla maniera dei tempi della Guerra civile, gestiti da un Postal Service falcidiato da tagli di budget che hanno condotto a riduzione di straordinari e dismissioni di macchinari di smistamento posta: un disastro.

Storicamente il mail voting ha maggioranze democratiche, ed è comprensibile: se ne avvalgono principalmente anziani, malati, gente che ha bisogno di tutele ed è convinta che i progressisti potranno concedergliele più facilmente. Ultimamente in verità se ne avvalgono anche molti “fuorisede” che semplicemente non hanno voglia di muovere il culo (perdonate, di “spostarsi” non rendeva).

Quel che non tutti sanno è che il primo a ipotizzare brogli postali fu proprio Biden nell’agosto di quest’anno, per la semplice ragione che il numero uno dei servizi postali, Louis DeJoy, è alleato e sponsor di Trump. Ma The Donald, questo, se lo ricorderà?

Mi arriva frattanto la rassegna stampa. Oddio: «Speranza stoppa le Regioni “ribelli”». Speranza che fa la voce grossa! Il Presidente del Piemonte Alberto Cirio che dice: «Da Conte scelte senza logica, potremmo opporco al Dpcm». Ma fatelo, o benedetti, fatelo! E ancora: «La grande fuga dalle zone rosse. In Liguria assalto alle seconde case», e poi, definitivo, gli occhi di gentiloni dietro lente spesse a dire l’imprevedibile, l’impreveduto, quel che nessuna regressione lineare sarebbe servita ad antivedere (si veda l’articolo sul tema, “Modelli predittivi e ali di farfalla”): «La crisi italiana durerà a lungo. Nel 2020 Pil ancora sotto il 2019». Maddai?

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