Proviamo una volta a dare stimoli di pensiero? Perché la deflazione è in testa

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Proviamo una volta a dare stimoli di pensiero? Perché la deflazione è in testa

La deflazione nell’area euro è dietro l’angolo, e fa paura. A combatterla è rimasto un uomo solo, Mario Draghi, il Presidente della Banca Centrale Europea. Le sta sparando contro qualsiasi cosa. Ma si tratta solo e soltanto di stimoli monetari. Non sono bastati. Non basteranno.

L’Unione Europea, da cui dipendono politiche fiscali e strutturali, non le sta invece sparando contro nulla. Anzi, le srotola innanzi il red carpet come a Scarlett Johansson sulla Croisette. I governi nazionali raggiugano il pareggio di bilancio nei tempi stabiliti o falliscano, secondo quel procedere binario tipico dell’informatica e degli ottusi che è poi il tratto distintivo del non pensiero contemporaneo, che viene da chiedersi se non sia stata proprio la prima cosa a farci diventare la seconda.

Dal pensiero debole siamo finiti dritti nel pensiero assente e dal momento che siamo cartesianamente pensiero, mi viene spesso da chiedermi se non abbiamo compromesso la nostra stessa esistenza, che probabilmente non è interamente sovrapponibile al respirare, mangiare, riprodursi, cosa del resto che nelle economie “avanzate” si fa sempre di meno e quasi con vergogna. Bla, bla, bla, facciamo questo: ma non per farlo, per l’istante dopo andarlo a raccontare.

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Ogni volta che vedo e sento qualcuno sotto i quarant’anni che invece di programmarsi una famiglia programma un aperitivo mi viene un profondo sconforto. E poi ci si chiede perché l’economia non decolla… perché per farla decollare occorrerebbe instillare nuovamente negli animi l’idea che il tempo a venire (che per ciascuno di noi non è infinito) è costruzione o non è nulla.

Perché il problema dei prestiti non è la loro erogazione ma la loro restituzione, cosa impossibile senza un recupero dei diritti dei lavoratori. Si parla tanto di diritti dei risparmiatori: alzino le mani quelli che oggi ancora lo sono. Quelli che riescono a “mettere da parte”. Intendetemi: è certamente una battaglia benmerita, ma di retroguardia. Possiamo provare a combattere per un diritto al reddito? Concretamente, come se fosse la questione di vita o di morte che è? Governo risolvimi questa, o taci per sempre. Vattene. Proviamo a fare così?

Ma per tornare alle manovre di Draghi, per quanto vi si scrivano fiumi di tecnicismi intorno, le cose che solitamente può fare il Presidente della BCE per stimolare la ripresa sono soltanto due: abbassare i tassi ed aumentare gli acquisti di bond. Questa volta – come è già accaduto in passato – se ne farà una terza: la creazione di quattro nuove operazioni di finanziamento di lungo termine alle banche, le Tltro, finalizzate a favorire il credito all’economia reale anche mediante il pagamento di un premio agli istituti di credito che abbiano dimostratamente aumentato l’erogazione di prestiti verso le famiglie e le imprese rispetto a un valore di riferimento calcolato sui dati del 31 gennaio scorso.

«Alle banche vengono dati ulteriori incentivi per fare prestiti. La crescita del credito è ancora troppo bassa». Va bene, Mario. Ma perché? Leggi quanto ho scritto sopra, per cortesia.

Tu non puoi fare quel che serve per recuperare alla vita l’Europa, perché serve rifondare il suo pensiero, non far di conto. È così, credimi. Non è che far di conto questa volta serva a poco: non serve proprio a nulla.

A presto. 

Edoardo Varini

(11/03/2016)

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